Il «mistero» dei biglietti
colora di «giallo» l'omicidio

Due biglietti sporchi di sangue, scritti presumibilmente dall'omicida. I carabinieri li hanno scoperti sul tavolo della cucina dell'appartamento di via Borghetto ad Almè, dove nel tardo pomeriggio di lunedì è stato trovato privo di sensi il padrone di casa Ettore Ferrari, operaio di 55 anni, accanto al cadavere di Lauretta Mazzola, 46 anni, di Azzonica di Sorisole, cugina della moglie.

Sui foglietti c'erano due frasi scritte molto probabilmente in preda all'agitazione e all'annebbiamento scattati subito dopo il delitto: in una l'autore dichiara il suo esclusivo amore per la vittima, nell'altra un odio generico contro tutti gli altri. I biglietti sono ora al vaglio degli investigatori, coordinati dal pm Franco Bettini, che ha disposto accertamenti calligrafici.

Che sia stato Ferrari ad averli scritti è altamente probabile, ma il magistrato vuole essere sicuro che non si tratti di un tentativo di depistare le indagini da parte di una terza persona. Essendo il quadro indiziario piuttosto certo - l'operaio ha ucciso Lauretta Mazzola, con la quale aveva probabilmente una relazione sentimentale, e poi ha tentato il suicidio ingerendo barbiturici -, in questa fase l'inchiesta è volta a escludere il coinvolgimento di altri soggetti. Insomma, il pm vuole fugare i piccoli dubbi che continuano a ronzare, anche se remotamente, nella testa degli investigatori: e cioè, che quello che si sono ritrovati di fronte lunedì in quell'appartamento di Almè non sia una messinscena architettata dal vero assassino che, proprio grazie alla scena del delitto, è riuscito ad allontanare da sé i sospetti.

Ieri intanto il gip Patrizia Ingrascì ha convalidato l'arresto e ha disposto il carcere (quando si riprenderà e se le sue condizioni di salute lo permetteranno) per Ferrari. Il quale è ancora ricoverato in coma (ma non è in pericolo di vita) al policlinico di Ponte San Pietro. In mattinata il giudice delle indagini preliminari s'è recato all'ospedale per l'interrogatorio di convalida insieme al difensore d'ufficio, l'avvocato Erika Pasinetti.

Viste le condizioni dell'arrestato, quella di ieri è stata più una presa d'atto che un interrogatorio. Il gip ha comunque deciso di convalidare l'arresto disponendo il carcere, il che fa supporre che ha ritenuto gravi gli indizi di colpevolezza a carico dell'operaio. L'eventuale interrogatorio slitta così al momento in cui Ferrari sarà in grado di parlare. Ma anche in questo caso c'è da andare con i piedi di piombo: perché bisogna vedere in quale stato si potrebbe risvegliare il cinquantacinquenne. Stando alla ricostruzione del delitto, una futura perizia psichiatrica appare inoltre pressoché scontata.

E sempre in attesa che Ferrari si riprenda, l'autopsia sul corpo di Lauretta Mazzola è stata rinviata a data da destinarsi: il pm vuole concedere la possibilità all'arrestato di nominare un consulente di parte.

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