Martedì 23 Marzo 2010

Il ladro arriva in anticipo
Finisce in cella per 10 mesi

Per il furto si è presentato troppo presto: il titolare era ancora all'interno, luci spente, a fare le pulizie di chiusura. E questo anticipo gli è costato l'arresto, perché il barista si è insospettito e ha chiamato i carabinieri.

E così D. F., 29 anni, elettricista disoccupato di Cerete, ma in pratica senza fissa dimora, è finito in manette con una sfilza di accuse: furto di uno scooter, tentato furto al bar e nella pizzeria di fronte, porto ingiustificato di un coltello e di strumenti atti allo scasso. Ieri il giudice Maria Luisa Mazzola lo ha condannato a 10 mesi e ha disposto per il giovane il carcere.

È accaduto nella notte fra domenica e lunedì a Ponte Nossa. Pochi minuti dopo le 2, D. F. è stato visto aggirarsi dalla parti del Queen's Bar di via Marconi. A notarlo il titolare del locale, che aveva spento le luci e stava ultimando le pulizie prima di andare a dormire. Dapprima il barista ha pensato fosse un cliente arrivato troppo tardi. Invece, si trattava di un malintenzionato giunto troppo presto. Il gestore del locale lo ha visto mentre cercava di forzare la porta d'ingresso. Probabilmente D. F. non s'era accorto che all'interno c'era il proprietario. Quest'ultimo, per farlo desistere, ha acceso le luci del locale. Il giovane ha, sì, rinunciato al colpo, ma solo per spostarsi dall'altra parte della strada, verso il ristorante pizzeria Master.

Il titolare del Queen's Bar lo ha tenuto d'occhio e quando lo ha visto avvicinarsi alle finestre dell'altro locale ha avvertito i carabinieri. I militari del nucleo operativo radiomobile di Clusone lo hanno bloccato mentre D. F. stava risalendo dalla rampa che porta al magazzino della pizzeria Master, un locale dove sono custoditi fusti di birra e legna per il forno. Dopo un controllo, s'è scoperto che il giovane stava gironzolando in sella a uno scooter Aprilia che aveva rubato poco prima in via Sant'Alessandro a Clusone. Il ventinovenne è così finito in manette.

Lunedì in direttissima ha sostanzialmente ammesso gli addebiti. In abbreviato è stato condannato a 10 mesi. Non avendo un domicilio fisso, il giudice s'è visto costretto ad applicare la misura cautelare del carcere.

a.ceresoli

© riproduzione riservata