Martedì 23 Marzo 2010

Ditte Radici nel mirino dei ladri
Valgandino, furti nelle abitazioni

E' stata una nottata da incubo quella che in Val Gandino, fra lunedì 22 marzo e martedì 23 marzo, ha coinvolto quattro aziende legate alla famiglia Radici e private abitazioni a Leffe, Cazzano e Peia. Una vera e propria operazione a tappeto rispetto alla quale sono attivamente impegnati i Carabinieri di Gandino.

Il primo allarme è arrivato dopo l'una da Gandino dove ignoti hanno sfondato una porta di accesso alla sede principale di Radici Partecipazioni in via Ugo Foscolo. I malviventi hanno tentato di neutralizzare i led del sistema d'allarme che ha comunque allertato le guardie private dell'Istituto di Sorveglianza Provinciale Bergamasco, prontamente intervenute. Nulla è stato asportato.

Attorno alle tre il secondo allarme, sempre a Gandino e sempre legato a Radici Partecipazioni, questa volta nella sede di via Ca' Antonelli dove ha sede anche la Geogreen, pure facente capo alla famiglia Radici. Anche qui gli intrusi sono stati intercettati dal sistema di allarme. La guardia giurata dell'ISPB ha avuto modo di vedere un uomo allontanarsi di corsa e ha esploso tre colpi in aria a scopo intimidatorio, ma il malvivente si è dileguato.

Terzo allarme al Tappetificio Radici Sit-in di Cazzano S.Andrea. Qui i malviventi sono riusciti ad accedere all'area uffici disattivando le fotocellule di rilevamento del sistema d'allarme. In alcuni uffici, scelti senza una logica apparente, hanno messo a soqquadro gli ambienti e aperto armadi, ma senza asportare, a una prima verifica, nulla di significativo. Anche qui comunque l'allarme è scattato e pronto è stato l'intervento dei Carabinieri e degli uomini dell'ISPB.

Gli impiegati arrivati in sede di primo mattino sono stati bloccati dalle forze dell'ordine, intente a completare i rilievi e la verifica di impronte e altri indizi. Attorno alle 10.30 di martedì 23, completati i rilievi, gli impiegati hanno ripreso regolarmente il lavoro, mentre i reparti produttivi non hanno subito nessun fermo o rallentamento.

Nelle abitazioni private ha imperversato la banda del forellino. Ad essere prese di mira innanzitutto alcune abitazioni di via Buonarroti a Leffe. E' stata visitata la casa bifamiliare di due fratelli, dove i ladri sono penetrati con il classico e ormai tristemente noto foro praticato in prossimità del meccanismo di apertura degli infissi. Di poco conto il valore del bottino asportato mentre i proprietari dormivano: un paio di borse con documenti (poi ritrovate in giardino) e pochi contanti.

Nella vicina casa di un professionista il furto ha riguardato anche alcuni monili in oro, rispetto ai quali è in corso la valutazione dell'effettivo valore.

In piena notte anche le intrusioni che hanno riguardato due famiglie poste poco lontano l'una dall'altra, ma rispettivamente in via Melgarolo a Cazzano e in via Miravalle a Leffe. In quest'ultimo caso il bottino più ingente, con la proprietaria che nulla ha avvertito sino al mattino quando ha dato l'allarme. I ladri hanno messo a soqquadro l'intera abitazione e si sono impossessati di un'auto Mercedes C63. 

In via Melgarolo, nonostante la presenza di un custode che nulla ha avvertito, i ladri hanno asportato monili in oro, per il cui preciso ammontare si attende il rientro dei proprietari, ieri fuori casa.

La razzia non ha risparmiato nemmeno Peia, dove quando era ormai prossima l'alba, in via Campo Sportivo, è stata presa di mira una villetta. I malviventi hanno praticato il classico forellino, ma una volta aperta la finestra sono fuggiti, probabilmente disturbati dal proprietario che ha avvertito rumori sospetti.

k.manenti

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