Mercoledì 07 Aprile 2010

Occupazione del suolo pubblico
La delibera è stata congelata

La delibera di Palazzo Frizzoni che prevedeva l'aumento delle tariffe per l'occupazione del suolo pubblico è stata «congelata» dopo che il Consiglio comunale di Bergamo ha approvato all'unanimità un provvedimento di sospensiva, a seguito delle polemiche (di natura prettamente politica) scatenatisi dopo l'annuncio del provvedimento (peraltro già approvato in sede di Giunta e di Commissione consiliare).

In Consiglio comunale è stato il leghista Daniele Belotti a chiedere una sospensiva per consentire la conclusione del confronto politico e tecnico in corso sulla questione. Il provvedimento era stato infatti presentato dall'assessore leghista Enrico Facoetti, ma martedì sera i vertici del PdL (il parlamentare Gregorio Fontana, a nome anche del coordinatore provinciale Carlo Saffioti) avevano fatto sapere che sarebbe stato molto meglio fare marcia indietro. Vedremo come finirà il confronto interno tra Pdl e Lega.

Il Consiglio comunale è iniziato alle 17.45, ma già nel pomeriggio le opposizioni di Palazzo Frizzoni (esclusa l'Udc, che ha votato a favore del provvedimento) avevano già fatto sapere che sull'aumento delle tariffe per l'occupazione del suolo pubblico avrebbero dato battaglia, peraltro già anticipata nei giorni scorsi con un documento inviato ai giornali.

Nel pomeriggio, con in testa l'ex sindaco di Bergamo, Roberto Bruni, le minoranze hanno infatti chiaramente detto che in aula chiederanno il rinvio dell'adozione del provvedimento (già passato in Giunta e in Commissione consiliare) o, in subordine, alcuni emendamenti, tra cui quello di citare espressamente nel provvedimento che si tratta di una sperimentazione di un anno; quello di prevedere alcuni significativi abbattimenti per quelle iniziative che hanno valenza pubblica o sociale; quello di prevedere sconti specifici per ambulanti ed esercenti pubblici visto il delicato momento che sta attarversando la nostra economia.

Criticate anche le modalità con cui il problema è "esploso" anche in casa PdL, dopo cioè l'invito del parlamentare Gregorio Fontana, a nome del coordinatore del partito, Carlo Saffioti, ha invitato i consiglieri del PdL di Palazzo Frizzoni a fare marcia indietro. «Le tasse non si aumentano» ha annunciato martedì sera, quando il provvedimento era già passato in commissione. «Daremo un'indicazione di stop a questo provvedimento, chiedendo ai consiglieri comunali e agli assessori del Pdl di riflettere sulla sua inopportunità politica». Secondo bruni, si è trattato «di un tuffo nel passato: non ricordavo da tempo un'ingerenza così pesantenella politica amministrativa della città».

Resta da capire cosà faranno ora i consiglieri del PdL. Eppure l'assessore Facoetti martedì in commissione aveva provato in tutti i modi a dimostrare le buone ragioni del provvedimento, introducendo anche dei cambiamenti significativi insieme al consigliere Francesco Benigni e all'assessore al Commercio Enrica Foppa Pedretti.

Queste le misure che dovrebbero addolcire la pillola ai commercianti: il regolamento sarebbe accompagnato da un osservatorio permanente per monitorarne l'applicazione e in questo sarebbero coinvolte anche le stesse associazioni di categoria. «Ci daremo un anno di tempo per vedere quali saranno le conseguenze dell'effettiva attuazione – ha detto Facoetti ieri in commissione –. I principi cui si ispira la delibera sono quelli della semplificazione e della revisione di una impostazione di fondo (quella dei coefficienti diversi per ciascuna strada rimpiazzati da una suddivisione dell'area urbana in 5 zone) che presentava delle criticità. Da non trascurare nemmeno la necessità di rivedere tariffe ferme da dieci anni: basti considerare che per una manifestazione come quella dei Mercatanti ciascun espositore pagava 15 euro al giorno, ora ne pagherà il triplo, ma riteniamo comunque che la convenienza economica ci sia».

«Con questo provvedimento – ha aggiunto l'assessore Foppa Pedretti – Bergamo si allinea alle altre città lombarde, ma resta più conveniente rispetto ad altri centri come quelli trentini. Sappiamo che esistono realtà come i piccoli mercati rionali che potrebbero esserne penalizzate, per questo, pur non potendo tenerne conto nella delibera, cercheremo di aiutarli con contributi assegnati direttamente. Non solo: per quanto riguarda le iniziative di rilievo sociale, come quelle legate al programma estivo, presenteremo un emendamento affinché le tariffe siano ancora inferiori rispetto a quelle attuali già agevolate».

Le critiche? Riguardano soprattutto la fretta: «Non si capiscono – ha ribadito Sergio Gandi del Pd – le ragioni di tanta premura, un provvedimento del genere meritava sicuramente maggiori approfondimenti». «Valorizzare il patrimonio pubblico è giusto – aggiunge Ebe Sorti Ravasio – ma un po' più di cautela era indispensabile, anche perché alla fine certe scelte si riflettono sul consumatore». Anche per Nadia Ghisalberti (Lista Bruni) qualche contraddizione c'è, tanto che ha chiesto che la revisione venga posticipata al prossimo bilancio».

Ma oggi il provvedimento andrà in aula, e alla luce delle dichiarazioni di Fontana, nonostante per Lorenzo Carminati (Lista Tentorio) sia «perfettamente coerente con il programma che intendeva valorizzare l'intera città a 360 gradi», qualche problema nelle file della maggioranza si avvertirà.

Anche perché le preoccupazioni non mancano tra le associazioni di categoria che, nonostante gli emendamenti annunciati e concordati di concerto con l'amministrazione (vedi creazione dell'osservatorio), martedì si sono fatte sentire con un comunicato: «Siamo consapevoli che le tariffe sono ferme da circa una decina di anni – dichiarano Luigi Trigona, direttore di Ascom, e Giacomo Salvi, direttore di Confesercenti – ma la variazione che l'amministrazione comunale vuole apportare cade in un momento di difficoltà per il commercio e rischia di colpire duramente le numerose attività commerciali e la città stessa. L'iter adottato dall'amministrazione è stato troppo rapido – aggiungono – per un provvedimento che potrebbe avere un impatto molto pesante su alcune categorie e che non si giustifica con i maggiori proventi che il Comune potrebbe incassare con l'adunata degli alpini».

a.ceresoli

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