Venerdì 16 Aprile 2010

Creberg, Tentorio replica a Zonca
«Più veloci di così non si poteva»

«Il Sindaco e la Giunta comunale di Bergamo prendono atto, con forte rammarico, dell'indirizzo della Fondazione Creberg di voler rinunciare alla realizzazione della nuova sala espositiva dell'Accademia Carrara. Una notizia pervenuta quando siamo giunti ormai ad un passo dalla definizione del procedimento amministrativo diretto al rilascio del permesso per costruire». Inizia così la replica di Palazzo Frizzoni al presidente del Credito Bergamasco, avvocato Cesare Zonca, che giovedì ha ufficialmente fatto sapere che l'istituto di credito  rinunciava a donare alla città la realizzazione di nuovi spazi espositivi negli orti di San Tomaso, visto il prolungarsi dell'iter amministrativo.

«Non entriamo nel merito delle motivazioni che hanno spinto all'attuale rinuncia - prosegue il comunicato di Tentorio e della sua Giunta - , ma abbiamo la serena convinzione di un grandissimo impegno da parte della struttura comunale, dal Consiglio alle Commissioni, dagli Assesori ai dirigenti e funzionari. E' bene sottolineare, a tale riguardo, che è stato davvero fatto tutto ciò che era umanamente possibile, sia a livello politico che a livello tecnico, per concludere il procedimento nei tempi rapidissimi richiesti dalla Fondazione Creberg. Basti pensare che in soli 13 giorni, dal 18 marzo al 1° aprile, è stato concluso l'iter amministrativo con la consegna del progetto alla Sovrintendenza».

«Manca, appunto, soltanto l'approvazione da parte della stessa, che riteniamo possa arrivare entro pochi giorni, poiché sono già avvenute delle riunioni tecniche con i funzionari degli Uffici, dirette a valutare le migliorie che sono state richieste dalla Sovraintendenza, al fine di garantire un migliore inserimento dell'opera nel contesto paesaggistico-ambientale. Per questa ragione - conclude Tentorio - ci impegneremo comunque su ogni fronte, così come abbiamo fatto finora, per non far perdere alla Città questo importante e forse irripetibile occasione».

a.ceresoli

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