Sabato 17 Aprile 2010

Formigoni: «Scuole lombarde
libere di scegliere gli insegnanti»

«Le scuole lombarde si scelgano i propri insegnanti»: questa la proposta del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, in un'intervista pubblicata sabato 17 aprile sul Corriere della Sera. Due i punti cardine sulla riforma scolastica: reclutamento diretto degli insegnanti da parte delle scuole, a prescindere dalle graduatorie nazionali, e parità tra istituti privati e statali, grazie al potenziamento della dote scuola.

«Ne ho già parlato con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e con il governo - assicura Formigoni - . La direzione è condivisa. Siamo all'inizio della legislatura e metteremo con forza sul piatto la nostra proposta».

Secondo Formigoni, in questo modo si potrà «integrare il meglio della scuola pubblica e privata puntando su un elemento: la valorizzazione degli insegnanti grazie all'introduzione del merito. Dopo aver premiato gli studenti vogliamo premiare gli insegnanti esaltando chi vuole continuare a qualificarsi».

Per fare in modo che sia la scuola a scegliere gli insegnanti, saranno costituiti degli albi regionali, da cui le scuole potranno pescano in base al merito. All'albo regionale si potranno iscrivere tutti, garantendo però certi requisiti, come «una certa permanenza nel territorio, almeno un ciclo di studio di 5 anni. Per evitare turn over frenetici come succede adesso».

La proposta di Formigoni riguarda anche la dote scuola, da estendere anche agli insegnati meritevoli «con incentivi di natura economica e diversificazione degli stipendi. Come accade in Regione per i dirigenti dove un terzo del loro stipendio dipende dal merito».

Quanto alle possibili critiche di favorire gli istituti privati, a scapito di quelli pubblici, come è accaduto per la sanità, Formigoni le esclude: «Bisogna potenziare la dote scuola. E permettere alla famiglia e allo studente di scegliere in massima libertà a quale scuola iscriversi, sia statale, sia privata. E dall'altra parte passare al finanziamento diretto delle scuole. È la scuola che ingaggiando l'insegnante gli garantisce lo stipendio».

k.manenti

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