Martedì 27 Aprile 2010

Il legale della «Calcestruzzi»:
Né monopolio né cemento depotenziato

L'avvocato Alberto Alessandri, difensore di Calcestruzzi spa, dopo gli arresti eseguiti oggi nell'ambito di un'inchiesta della Dda di Caltanissetta sugli interessi mafiosi legati al ciclo del cemento, in una nota respinge «qualsivoglia ipotesi di contiguita' di qualsiasi societa' del Gruppo con fenomeni di criminalita' organizzata».

Il legale ritiene «incredibile che a distanza di ben due anni e quattro mesi dal provvedimento di sequestro preventivo dell'intero compendio aziendale di Calcestruzzi - che oggi ha formato oggetto del'ordinanza di restituzione a firma del gip - e dalla conclusione nel gennaio scorso del lungo ed approfondito incidente probatorio sulle opere oggetto di indagine, ancora si sostenga che sarebbe stato fornito calcestruzzo di qualita' scadente, per occultare la quale sarebbero stati alterati i dati contenuti nel sistema informatico».

Secondo l'avvocato, una perizia «svolta dai massimi esperti del settore» ha consentito «di accertare che non vi sono pericoli di sorta in ordine alla sicurezza delle strutture esistenti», e «di verificare come in larga misura accettabili le resistenze del prodotto fornito dalla Societa', se non in alcuni casi addirittura superiori a quelle di progetto. L'incidente probatorio -prosegue il difensore- ha complessivamente smentito i risultati delle indagini condotte dal consulente tecnico del Pubblico Ministero, poste a base della accuse di ieri e di oggi».

L'avvocato, infine, contesta che Calcestruzzi sia leader della fornitura di calcestruzzo in Sicilia. Alessandri rileva che dei circa 250 impianti di produzione di calcestruzzo esistenti nella regione solamente sette erano della Societa' e dei venti impianti presenti nella provincia di Caltanissetta soltanto due: dunque la societa', conclude il legale, «deteneva una quota del mercato siciliano davvero modestissima, pari circa al 3%" e non si puo' nemmeno insinuare che la societa' abbia mai avuto una posizione di monopolio».

a.ceresoli

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