Venerdì 07 Maggio 2010

Schianto in auto, morti 5 romeni
Due vivevano a Torre Pallavicina

L'alta velocità, le gomme posteriori da neve che non hanno aderito all'asfalto e la forte pioggia sarebbero all'origine dell'incidente stradale che nella serata di giovedì 6 maggio in provincia di Cremona è costato la vita a cinque giovani romeni - tre uomini e due donne - residenti a Torre Pallavicina e nel Cremonese: avevano tra i 18 e i 24 anni.

Intorno alle 22.40 il gruppo di stranieri viaggiava a bordo di una Opel Astra Station Wagon che ha sbandato lungo via Bergamo, la strada provinciale 84 che collega Soresina a Genivolta. La vettura si è scontrata con una Bmw. L'impatto è stato tremendo: tutti e cinque i romeni sono morti sul luogo dell'incidente mentre il conducente dell'altra vettura, un 36enne di Crotta d'Adda, è rimasto ferito, ma non è in pericolo di vita: trasportato all'ospedale di Crema, gli sono state diagnosticate una frattura a un piede e un trauma toracico.

Lo schianto è avvenuto all'altezza della cascina e santuario Ariadello: il conducente della Opel, Iancu Solchea 24 anni residente a Soncino (nel Cremonese) ha perso il controllo della macchina e ha invaso la corsia di marcia opposta, impattando con la Bmw. L'auto, già seriamente danneggiata dallo scontro, è volata oltre il guard-rail ed è finita in un fossatoondo. A fianco di Solchea Cristian Burlacu, un operaio di 21 anni residente a Torre Pallavicina. Sul sedile posteriore Cristian Iulian Onea, un mungitore di 19 anni domiciliato a Gallignano, frazione di Soncino, e due ragazze di 17 e 18 anni, da poco tempo in Italia: Christiane Mihaela Joc risiedeva a Torre Pallavicina, Andreea Claudia Josif abitava a Gallignano.

I cinque giovani sono tutti deceduti sul luogo dell'incidente e trasportati alla camera mortuaria dell'ospedale di Cremona. Da trent'anni, sul territorio cremonese, non si verificava un incidente così tragico. Sul luogo dello schianto i vigili del fuoco di Cremona, i carabinieri di Soresina e Castel Verde e il nucleo radiomobile di Cremona.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata