Mercoledì 26 Maggio 2010

Finanziare i treni con la benzina?
«Che funzionino dove servono»

Altro che aumentare la benzina per comprare i treni da utilizzare per le ferrovie del Sud del Paese (leggi di questa proposta, avanzata dal Partito Democratico, nel file allegato): cominciamo a far funzionare i convogli là dove servono. È anche questo il senso della lettera che ci ha scritto una nostra lettrice, lamentandosi dei «30 minuti di ritardo ingiustificati» del treno che ha preso oggi, mercoledì mattina, da Bergamo per Sesto San Giovanni: 30 minuti di ritardo su un percorso di neppure 50 chilometri.

Un'email - quella che ci ha scritto Cristina Lorenzi - dalla quale traspare tutta la rabbia, peraltro molto spesso più che giustificata, dei pendolari costretti a servirsi degli obsoleti treni che circolano sulle nostre linee.

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Ecco il racconto di Cristina
«Dopo anni di pendolarismo BG-MI via Treviglio, da un paio d'anni mi sono spostata sulla via Carnate: là di disservizi ne subiamo molti, tutti i giorni, come testimoniato dal fatto che spesso abbiamo diritto al bonus.

Siamo consapevoli delle limitazioni strutturali di questa linea (binario unico, ponte di Calusco, moltissime fermate…), ma non ci sono giustificazioni al ritardo di 30 minuti con cui il treno 10760, delle ore 7.22 da BG, è arrivato a Sesto San Giovanni...

E ciò che fa rabbia e che, come al solito, non è stato dato alcun annuncio di eventuali problemi sulla linea, in nessuna delle stazioni in cui abbiamo bivaccato...

A questo punto io dico: tutti andiamo a Milano per lavoro e, di certo, non per turismo… 30 minuti di ritardo ingiustificati o non giustificati da Trenitalia o Rfi che dir si voglia, significano tornare a casa, la sera, se va bene, 30 minuti dopo, in base ai treni disponibili e, soprattutto, giustificarsi col proprio datore di lavoro.

Allora Trenitalia abbia almeno la decenza di fornire ai pendolari delle giustificazioni valide per i suoi ritardi.

Cordiali saluti
Cristina Lorenzi»

r.clemente

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