Martedì 27 Luglio 2010

Maltempo, danni per 1,8 milioni
Regione: «Caso non eccezionale»

Il maltempo dei giorni scorsi, con la grandine caduta venerdì, ha creato grossi problemi nella nostra provincia e non solo. Così, mentre la Coldiretti fa la conta dei danni (saremmo su 1,8 milioni nel settore agricolo orobico), la Provincia di Bergamo si appresta a farne una stima precisa e il dibattito arriva in Consiglio regionale.

Al Pirellone, infatti, sia la Lega che il Pd hanno chiesto che per i territori colpiti la Giunta si adoperi affinché il governo dichiari lo stato di emergenza. Iniziamo dalla Regione, dove l'assessore a Protezione civile e sicurezza Romano La Russa ha spiegato: «Stiamo ancora valutando l'entità dei danni provocati dal nubifragio che ha colpito in particolare le province di Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova e Milano. La stima sarà ultimata entro poche ore».

In attesa di avere numeri e dati certi, l'assessore La Russa mette però le mani avanti, spiegando che «per far sì che venga accordato lo stato di emergenza è necessario - spiega - che gli eventi accaduti abbiano carattere eccezionale. E, stando ai primi dati in nostro possesso, al momento non ci sarebbero le condizioni per dichiararlo».

I lumbard, per voce di Stefano Galli, avevano inoltrato la richiesta alla Giunta parlando di «decine di famiglie sfollate e danni ingentissimi ad edifici e imprese». E anche per il segretario regionale del Pd Maurizio Martina «è giusto chiedere rapidamente al governo di deliberare lo stato di emergenza. Servono interventi rapidi e immediati per la messa in sicurezza e per il ripristino di condizioni minime di vivibilità delle abitazioni e di agibilità delle attività produttive. Una risposta celere sarebbe un buon segnale di attenzione a questi territori».

Anche Via Tasso ha affrontato il tema dei danni causati dal nubifragio del 23 luglio in Giunta. È stato l'assessore alla Protezione civile Fausto Carrara a illustrare la situazione: i danni maggiori si sono avuti nella fascia di pianura compresa nei Comuni tra Azzano San Paolo, Castelli Calepio, Comun Nuovo, Grassobbio, Levate, Mornico al Serio, Urgnano e Zanica, ma anche altri territori sono stati colpiti dalla calamità.

Per la Coldiretti «sono stati completamente rasi al suolo i campi di erba medica e il mais presenta danni tra il 50 e l'80%. Anche le serre e i tunnel sono stati colpiti». Sottolinea il presidente Giancarlo Colombi: «La vera entità dei danni si potrà calcolare solo nei prossimi mesi. Nel caso del mais, le piante colpite anche solo parzialmente potrebbero sviluppare muffe dannose e quindi non saranno idonee a essere utilizzate come foraggio per gli animali». Leggi di più su L'Eco di martedì 27 luglio.

m.sanfilippo

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