Martedì 27 Luglio 2010

Cade da 12 metri nel Cuneese
grave un operaio di Cologno

Un operaio di Cologno al Serio, Roberto Vecchi, 54 anni, dipendente della «Somin montaggi industriali» da un paio d'anni, con sede a Cologno in via dell'Artigianato, è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Cuneo, in Piemonte, per le ferite riportate cadendo da un tetto di un capannone della «Riva acciaio», lungo la Strada Statale di Lesegno, un paese in provincia della cittadina cuneese.

L'incidente è avvenuto lunedì 16 luglio, attorno alle 15.45: a quell'ora tre tecnici della «Somin» avevano da poco iniziato alcuni lavori di smontaggio di un capannone seguendo tutte le procedure salvavita, utilizzando tutti gli accorgimenti di sicurezza previsti dalla legge, compreso i caschi e le corde di ancoraggio. Cosa sia successo esattamente è ancora al vaglio dei tecnici dell'Ispettorato del Lavoro, intervenuti dopo l'accaduto. Sembra tuttavia che una delle corde di ancoraggio si sia attorcigliata su se stessa creando qualche problemaai tre operai impegnati sul tetto del capannone, che avrebbero così deciso di sganciarla momentaneamente per riportarla in posizione corretta. Proprio in quel momento Roberto Vecchi avrebbe perso l'equilibrio, facendo un volo di 12 metri prima di cadere al suolo.

Il 54enne di Cologno stato subito soccorso dai compagni di lavoro, che hanno dato l'allarme al 118, intervenuto pochi minuti dopo un elicottero. L'operaio bergamasco, dopo essere stato stabilizzao, è stato trasportato all'ospedale di Cuneo, dove nella mattinata di martedì 17 luglio è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Ricoverato nell'Unità di Rianimazione, l'uomo resta in prognosi riservata.

L'uomo risiede in via Locatelli 27 a Cologno, è sposato e padre di due figlie

Sul luogo dell'incidente, per tutti i rilievi del caso, sono intervenuti i carabinieri di Mondovì, con il comandante Capitano Marco Passarelli, e i tecnici dello Spresal (l'Ispettorato del lavoro) che tuttavia non hanno posto sotto sequestro il capannone proprio perché è emerso sin dai primi accertamenti che tutte le procedure per garantire la sicurezza dei lavoratori erano state messe regolarmente in atto.

a.ceresoli

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