Martedì 27 Luglio 2010

Burligo, l'arma si era inceppata
Per Vastarella c'erano altri colpi

Aveva ancora due proiettili in canna la pistola che è stata recuperata a Colle Pedrino e che, con ogni probabilità, è stata usata per tentare di uccidere Paolo Vastarella, il quarantaseienne napoletano, miracolosamente scampato alla morte, che è stato soccorso mercoledì 21 a Palazzago gravemente ferito da quattro colpi di una calibro 7,65.

Nel corso di un sopralluogo, i volontari della Protezione civile di Palazzago hanno ritrovato stamattina, martedì 27 luglio, la piccola arma che era in un cespuglio lontano pochi metri dal ciglio della strada. I volontari hanno tagliato i rovi nel dirupo e, dopo una ventina di minuti di ricerche, è saltata fuori la pistola, gettata via dal sicario. L'arma è stata raccolta dai carabinieri del Nucleo scientifico di Bergamo e verrà analizzata per avere maggiori indizi nelle indagini.

È molto probabile che anche quei due proiettili fossero destinati al Vastarella, ma che l'arma si sia inceppata e che sia poi stata gettata subito via da chi la stava utilizzando, magari preso dal panico. Se così fosse, il Vastarella deve salva la vita anche a questa fortunata casualità.

Operato alla testa, il pregiudicato per trufffa è ancora ricoverato ai Riuniti in prognosi riservata, mentre è caccia al suo aggressore, che potrebbe aver agito per vendicarsi di una storia di «corna». È infatti spuntato il nome di un pregiudicato sospettato. Le indagini, intanto, stanno battendo anche piste estere.

È emerso anche che nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 qualcuno ha telefonato al 112 domandando come stesse il quarantaseienne napoletano, quando i carabinieri hanno risposto che non sapevano a cosa si riferisse l'uomo ha riattaccato.

I militari dell'Arma hanno rintracciato questa persona per chiarire con lui come sapesse del tentativo di omicidio prima che l'uomo fosse soccorso, ma il milanese di origini belghe, un conoscente del ferito, ha chiarito la sua posizione e non è indagato. Ha spiegato che aveva saputo la notizia da voci vicine al suo giro di conoscenze.

m.sanfilippo

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