Mercoledì 15 Settembre 2010

Bus strapieni e corse limitate
Tornano i disagi per gli studenti

Novanta minuti da Brembate Sopra a Bergamo. E' il tempo che impiegano gli studenti del paese dell'Isola per recarsi quotidianamente a scuola. I servizi di trasporto, le corse, gli orari - infatti - non sempre coincidono con le esigenze dei ragazzi e gli orari scolastici, con il risultato che spesso i bus sono strapieni e le corse sono limitate.

L'ennesima segnalazione arriva da una mamma di Brembate Sopra che sottolinea «il grave disagio che i ragazzi dei nostri paesi si trovano ad affrontare per andare a Bergamo per frequentare le scuole superiori. Nel mio caso specifico, ad esempio, mia figlia che frequenta la 3a superiore presso l'Istituto Agrario di Bergamo in via Borgo Palazzo, parte la mattina da Brembate Sopra e prende due pulman: quello della Sab e quello dell'Atb. Con la nuova riforma scolastica, per due pomeriggi termina la scuola alle 14.10, il primo pulman è alle 14.15 e non c'è il tempo materiale per prenderlo. Il pulman successivo è alle 17.40! Con altre mamme abbiamo chiesto di aggiungere più corse, siamo andate anche in Comune dove abbiamo avuto conferma che a causa del ponte di Briolo troppo stretto, da noi a Brembate di Sopra l'Atb non passerà mai».

«Capisco che la scuola è appena iniziata e magari modificheranno gli orari dei pulman, comprendo il problema del ponte di Briolo - prosegue la nostra lettrice - ma con certezza so che per fare un tragitto breve (Brembate di Sopra- Bergamo) i nostri ragazzi impiegano in media 90 minuti, che "soggiornano" parecchio tempo in Stazione per aspettare le coincidenze dei pulman (e la stazione non è un luogo raccomandabile), che ho speso 397,00 euro per fare l' abbonamento annuale scolastico e non ho comunque dei servizi adeguati, e che anche se il ponte di Briolo è stretto ci sono strade alternative che i pulman della Sab potrebbero fare (volere è potere). Non dimentichiamo che anche se frequentano le superiori, io le considero sempre scuole dell'obbligo, perchè comunque sia non potrebbero nemmeno andare a lavorare (se mai ci fosse il lavoro). E dopo dicono di prendere i mezzi pubblici».

e.roncalli

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