Mercoledì 10 Novembre 2010

Più candidati per il Pdl?
Saffioti: «È segno di vitalità»

«Ho auspicato, durante il convegno di lunedì sera che ci sia unità nel partito, non unanimità». Lo ricorda, Carlo Saffioti, coordinatore provinciale del Pdl, in merito alla candidatura di Marco Pagnoncelli. Che «poi non è proprio questa grande novità – precisa –. La pluralità di candidature in un partito è segno di vitalità, l'importante è che all'interno si condividano il progetto politico, gli indirizzi, le regole». Ma, problemi locali a parte, il convegno è servito soprattutto per serrare le fila intorno al premier che è «un uomo provato ma determinato ad andare avanti e a continuare a lavorare», lo ha sostenuto l'onorevole Giorgio Jannone, intervenuto con parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali per esaminare lo stato dell'arte del partito. Contro Fini Liquidate come «goliardie» le imprese private di Berlusconi -«Anche se ci lascia in qualche difficoltà», hanno ammesso Carlo Saffioti e Pietro Macconi, coordinatore provinciale e vice – sul cofondatore del Pdl, Gianfranco Fini, invece non si risparmia nessuno, a cominciare dagli ex amici Massimo Corsaro, vicecoordinatore regionale e la senatrice Alessandra Gallone.

«Se in questi anni non avesse detto sciocchezze incredibili su sicurezza e immigrazione – ha tuonato Corsaro – questi temi non sarebbero oggi di appannaggio esclusivo della Lega. Immigrazione incontrollata, matrimoni gay, aumento della spesa pubblica: il presidente della Camera non fa più parte nemmeno culturalmente di una tradizione che troppo a lungo lo ha tenuto sul piedistallo. Senza contare che le vicende immobiliari che hanno coinvolto Fini l'estate scorsa, non lo autorizzano certo a fare la morale a nessuno». «Fini sta facendo quello che gli è sempre riuscito meglio: parlare – gli fa eco una categorica Gallone –. Quella che offre Fini è un'illusione di futuro, un contenitore per arrabbiati e scontenti. Rispondiamo continuando a lavorare per il bene del Paese. Ora ci serve uno scatto d'orgoglio, basta accettare tutto in silenzio».

Gli alleati della Lega Compatti e uniti, dunque, i pidiellini sui temi nazionali. Con qualche sensibilità diversa sull'alleanza con la Lega che comunque non è da mettere in discussione. Lo ha sottolineato anche il coordinatore regionale Guido Podestà che ha rivendicato per il Pdl una maggiore aderenza alla realtà: «Siamo portatori di un modello politico che è più complesso, che non si lascia ridurre a slogan o a qualche battuta, ma che proprio per questo è più vicino al reale». Il finale è tutto dedicato al premier: «Di fronte a noi c'è un Italia bellissima da riportare alla serenità. Non abbiamo mai avuto un ruolo a livello mondiale così significativo come in questi anni – conclude Guido Podestà – grazie proprio al lavoro del nostro presidente del Consiglio».

fa.tinaglia

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