Sabato 13 Novembre 2010

Bergamo, 200 edifici comunali
verso la rivoluzione ecosostenibile

Un piano di A2A, con un investimento di tre milioni di euro in cinque anni, per rendere più efficienti quasi duecento edifici comunali, sostituendo caldaie e valvole termostatiche. E poi i lavori (in programma per l'anno prossimo, sempre a spese di A2A) al termovalorizzatore di via Goltara, che permetteranno di utilizzare per il teleriscaldamento il calore derivante dalla combustione dei rifiuti.

E ancora, il progetto da 900 mila euro (per cui Palafrizzoni è a caccia di contributi) per sostituire le lampadine dei semafori con i led, e i 300 mila euro l'anno inseriti nel Piano delle opere pubbliche per piantare nuovi alberi in città.

Sono alcune delle idee per una città sostenibile a cui Palafrizzoni sta lavorando, e che insieme a molte altre confluiranno probabilmente nel Paes (il piano d'azione per l'energia sostenibile) che è in corso di elaborazione da alcuni mesi, con il supporto dell'Università di Bergamo.

«L'obiettivo è portarlo in Giunta per dicembre», spiega l'assessore all'Ambiente, Massimo Bandera. In questi mesi, il centro di ricerca Gitt (per la gestione dell'innovazione e del trasferimento tecnologico) dell'ateneo bergamasco ha portato avanti un'analisi delle emissioni della città, studiando gli edifici (54 palazzi comunali e 2.366 appartamenti), la mobilità, l'illuminazione pubblica e i semafori.

«Da questi dati si partirà per programmare gli interventi – spiega il professor Marco Marengo –. L'obiettivo è di ridurre almeno del 20% le emissioni rispetto al 2005».

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r.clemente

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