Venerdì 26 Novembre 2010

«Suo fratello è stato ucciso»
«Ho pensato a un brutto scherzo»

«Quando ci hanno telefonato a casa per dirci che cosa era successo pensavamo fosse uno scherzo. Invece è tutto vero». Queste le parole di Eva Puppo, 36 anni, mezz'ora dopo aver appreso da una telefonata proveniente dal consolato italiano a Recife dell'omicidio del fratello Roberto, 42 anni, originario di Osio Sotto.

Il telefono nella casa di famiglia, un appartamento in via Cimarosa 16, è squillato intorno alle 17,30 di giovedì quando ormai su tutti i siti web dei giornali italiani era stata pubblicata la notizia dell'omicidio del quarantaduenne bergamasco che abitava a Levate. «La voce del console mi è sembrata inizialmente molto fredda, così quando mi ha detto che mio fratello era morto gli ho detto "ma scusi è uno scherzo?". Allora lui mi ha risposto di no».

Il corpo senza vita di Roberto Puppo è stato trovato mercoledì lungo una strada della città di Satuba, nello stato di Alagoas. «Il console - racconta ancora la sorella - mi ha anche detto che del ritrovamento il corpo di mio fratello sono state pubblicate sul web foto drammatiche che mi ha consigliato di non vedere edi non mostrare ai miei familiari». Secondo le ipotesi più accreditate la causa dell'omicidio del quarantaduenne è stata una rapina finita male. Roberto è ricordato dai familiari come una persona buona e semplice.

Le sue passioni erano il ballo latino americano e, vista la sua altezza - quasi due metri - il basket, sport che aveva praticato da giovane nella squadra di Osio Sotto. Il corpo senza vita di Roberto è stato trovato vicino a un canneto alla periferia di Satuba, una cittadina brasiliana non distante da Maceiò, nella parte nord-est del Paese. Il 42enne è stato ucciso con diversi colpi d'arma da fuoco mentre stava trascorrendo le vacanze in Brasile.

Un brutale omicidio che per ora è avvolto nel mistero: nessuna traccia dei killer, nessun testimone, né indizi utili a far luce su un possibile movente. La polizia brasiliana, in stretto contatto con il consolato italiano a Recife, è al lavoro e non esclude nessuna pista.

La salma, dopo i rilievi del caso, è stata trasferita all'Istituto di Medicina legale di Maceiò per l'autopsia, necessaria ad accertare non solo il numero e il calibro dei proiettili, ma anche l'eventuale presenza di ferite riconducibili a una colluttazione o tracce di sostanze chimiche che potrebbero essere state usate per narcotizzare la vittima.

In Brasile, secondo le ricostruzioni, Puppo era arrivato il 18 novembre scorso con il visto turistico e sarebbe dovuto rientrare in Italia ai primi di dicembre. Per trascorrere la sua vacanza aveva affittato un appartamento a Maceiò, una località turistica molto apprezzata per le sue spiagge.

Leggi le due pagine pubblicate su L'Eco di venerdì 26 novembre

a.ceresoli

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