Domenica 05 Dicembre 2010

Dalla smentita dei carabinieri
alla sospensione delle ricerche

ORE 19,30
Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha rinnovato la sua vicinanza alla famiglia di Yara Gambirasio, la ragazza scomparsa nel Bergamasco. «La cronaca odierna ci segnala una drammatica svolta nelle indagini degli inquirenti - ha scritto Formigoni sul suo profilo personale di Facebook e sulla bacheca del "Gruppo per trovare Yara Gambirasio" -, rinnovo la mia vicinanza alla famiglia e mi unisco a tutta la comunità lombarda che dallo scorso 26 novembre vive ore di grande apprensione per una scomparsa davvero angosciosa».

ORE 18,30

Secondo le ultime indiscrezioni il marocchino accusato dell'omicidio di Yara avrebbe negato ogni addebito. Lunedì non sono previste ricerche che riprenderanno soltanto sulla base di indicazioni specifiche.

ORE 18
Prima di rintracciare il 23enne marocchino sul traghetto Berkane, i carabinieri avevano effettuato una perquisizione verso le 16 di sabato 4 dicembre sul traghetto Excellent della Grandi Navi Veloci diretto da Genova a Tunisi. L'obiettivo era un nordafricano che è stato individuato e bloccato, ma dopo un'ora l'extracomunitario è stato rilasciato. Si è trattato di un errore di persona, probabilmente causato da un caso di omonimia.

ORE 17,45
A quanto si è saputo, il marocchino 23enne accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio sarebbe residente a Montebelluna, in provincia di Treviso. Durante l'interrogatorio, il giovane avrebbe «fornito le sue giustificazioni», ma le indiscrezioni trapelate sono davvero pochissime.

ORE 17,40
Le ricerche sono state sospese per l'oscurità. Centinaia di forze dell'ordine e volontari hanno lavorato incessantemente sotto la neve mista a pioggia ma senza nessun risultato. Sembra che un'area interessata alle ricerche sia molto impervia con diverse cave.

ORE 17,25
Si è scoperto che l'accusato di omicidio non è un tunisino, ma è marocchino e ha 23 anni. Intanto, si è appreso che le ricerche si sono spostate anche a Barzana e Mapello, nonostante il buio.

ORE 17,15
Nelle ore più drammatiche della vicenda di Yara Gambirasio, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, manda un messaggio ai familiari. «In qualità di presidente del Consiglio regionale - scrive Boni - intendo esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà alla famiglia della piccola Yara in questo momento difficile, auspicando che l'abbraccio di tutti i lombardi possa dare loro un po' di conforto in queste ore di drammatica attesa».

ORE 16,55
Si stanno intensificando le ricerche ad Ambivere del corpo di Yara Gambirasio. In particolare, si stanno perlustrando alcuni boschi dietro al centro sportivo e i vigili del fuoco si stanno apprestando a prosciugare un pozzo nei pressi di un cascinale. C'è però anche da dire che tra poco le ricerche dovrebbero essere sospese per il sopraggiungere dell'oscurità.

ORE 16,15
Continuano le ricerche dei volontari nei boschi sulla collina di Ambivere dietro al centro sportivo. Le forze dell'ordine hanno sbarrato le stradine di campagna e si sta tentando d'individuare il corpo di Yara tra prati e campi di granoturco.

ORE 16,10
Il tunisino accusato dell'omicidio avrebbe 23 anni. L'ha rivelato un servizio di Rai News in cui è stata annunciata anche una conferenza stampa del sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli, tra circa un'ora.

ORE 15,35
Le ricerche per ritrovare il corpo di Yara Gambirasio si stanno concentrando dietro al centro sportivo di Ambivere, dove c'è una collina da cui si diparte una strada sterrata. Gli inquirenti avrebbero fatto arrivare un'idrovora.

ORE 15,30
La famiglia Gambirasio continua a rimanere chiusa in casa, così come è stato dal giorno di sparizione della figlia Yara, venerdì 26 novembre. Dopo la visita del comandante provinciale dei carabinieri in tarda mattinata, il cancello della villa non si è più aperto per nessuno. Intanto la postazione dei giornalisti e delle televisioni si sta ingrossando.

ORE 15,15
«Occhio per occhio, dente per dente»: è il cartello esposto da un automobilista di passaggio davanti alla casa della famiglia Gambirasio. «Non ne possiamo più di questi immigrati - ha commentato l'uomo riferendosi al tiunisino accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio -, devono tornarsene a casa loro».

ORE 14,55
Dopo il provvedimento di fermo del cittadino tunisino accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio e dell'occultamento del suo cadavere, sono scattate le ricerche per trovare il corpo della tredicenne nel territorio dei Comuni di Brembate di Sopra, Ponte San Pietro e Mapello. Il fermato è attualmente recluso nel carcere di Bergamo, dove in tarda mattinata sarebbe stato interrogato dal pm Letizia Ruggeri che coordina le indagini. Visto quanto sono estese le ricerche, sembra difficile pensare che l'uomo abbia fatto delle ammissioni indicando dove avrebbe nascosto il cadavere.

ORE 13,45
Il sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli, intervistato telefonicamente da Sky Tg 24, ha commentato: «Noi continuiamo a sperare, vediamo gli esiti dell'indagine». E sul senso di ostilità emerso qua e là nei confronti degli extracomunitari il primo cittadino ha sottolineato: «La nostra comunità non reagirà mai con una "caccia all'uomo": siamo uniti, solidali, abbiamo speranza. E non c'è una preoccupazione generalizzata ma soltanto episodica».

ORE 13,40
Sarebbe in corso l'interrogatorio del tunisino accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio. Pare che il pm Letizia Ruggeri stia interrogando l'extracomunitario nel carcere di via Gleno, ma non si hanno conferme.

ORE 13,30
Emergono intanto i retroscena sull'operazione che ha consentito ai carabinieri di evitare la fuga del tunisino. La motonave Berkane era a circa 20 miglia dalla costa, tra Alassio e Ventimiglia, e dunque in acque internazionali. È stato grazie al comandante del traghetto, che ha accettato di rientrare in acque italiane, se il tunisino è stato fermato in tempo. La nave non si è mai fermata per non insospettire l'extracomunitario e così il blitz delle motovedette della guardia costiera con a bordo i carabinieri è riuscito. L'abbordaggio sarebbe avvenuto verso le 20 di sabato 4 davanti a Caponero, a circa 4 miglia dalla costa italiana.

ORE 13,20
Nonostante le novità nelle indagini, domenica mattina sono continuate e stanno continuando le ricerche di Yara che vedono all'opera centinaia di persone tra forze dell'ordine e volontari della Protezione civile. Si è puntato su Brembate Sopra, e in primis in via Vivaldi, l'area dell'ex Legler, e sui paesi limitrofi.

ORE 12,50
Il comandante provinciale dei carabinieri, Roberto Tortorella, è stato a casa dei genitori di Yara a Brembate Sopra per comunicare loro gli ultimi sviluppi delle indagini. Nessuna dichiarazione del comandante che si è trattenuto per circa mezz'ora. Strada sbarrata per i giornalisti.

ORE 12,30
Il tunisino fermato sabato sera sul traghetto Berkane diretto in Marocco è in stato di fermo per l'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa il 26 novembre a Brembate Sopra. Si sospetta che la ragazza sia stata uccisa e il suo corpo occultato.

ORE 11,45
Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Roberto Tortorella, è uscito dalla caserma di via delle Valli e ha rilasciato una breve dichiarazione ai giornalisti: «Non posso dire ancora nulla, ma siamo in una fase cruciale delle indagini. A breve saprete le novità». Sembrano dunque davvero a una svolta le indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio. Il tunisino fermato sabato sul traghetto Berkane in viaggio verso Tangeri, in Marocco, sarebbe «fortemente sospettato» secondo fonti investigative e sotto torchio.

ORE 9,16
Nella mattinata di domenica 5 dicembre, secondo una notizia Ansa battuta alle 9,16 e ripresa subito da Rai News, un investigatore del Comando provinciale dei carabinieri avrebbe smentito il fermo dei due sospettati per la scomparsa di Yara Gambirasio: il tunisino sarebbe stato condotto a Bergamo solo per accertamenti (ma potrebbere essere stato interrogato in un posto diverso dal Comando provinciale, come ha precisato l'investigatore) e non risulterebbe bloccato nessun italiano.

Tuttavia, secondo indiscrezioni che circolano ancora, i due sospettati sarebbero in realtà in caserma per l'interrogatorio con il pm Letizia Ruggeri. Non è escluso che possa trattarsi di due muratori che lavoravano nel cantiere dell'ex Sobea di Mapello al centro delle indagini nei giorni scorsi e che a loro si sia risaliti seguendo le piste sul furgoncino bianco e sull'utilitaria rossa.

SABATO NOTTE
La notte di sabato 4 dicembre è trascorsa senza che nessuna nuova notizia sulle indagini relative alla scomparsa di Yara Gambirasio sia trapelata dopo i fermi, sicuro quello del tunisino, non ancora confermato quello dell'italiano, di due sospettati bloccati su un traghetto per Tangeri.

Investigatori al lavoro tutta la notte e giornalisti in attesa davanti al comando provinciale dei carabinieri di via delle Valli, ma non è trapelato assolutamente nulla perché gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini. Si sa soltanto che i due dovrebbero essere stati trasferiti dalla Liguria a Bergamo sabato in tarda serata o nella notte per essere interrrogati dal pm che coordina l'inchiesta, Letizia Ruggeri.

Non si sa invece che ruolo avrebbero avuto i due nella scomparsa di Yara lo scorso 26 novembre a Brembate Sopra e soprattutto si ignora ancora la sorte della ginnasta tredicenne.

GLI SVILUPPI DI SABATO SERA
La scomparsa di Yara Gambirasio è sempre avvolta nel mistero, ma nella tarda serata di sabato si è forse registrata una svolta che potrebbe rivelarsi decisiva nelle indagini. Su una nave traghetto diretta da Genova a Tangeri sono stati fermati un tunisino e un italiano poi trasferiti a Bergamo nella notte per essere interrogati.

Rai News è stata la prima a dare la notizia con un flash: «Tunisino fermato su nave. Trasferito a capitaneria Sanremo». Il lancio è stata presto ripreso dai vari organi d'informazione. E dopo le prime indiscrezioni e le prime logiche imprecisioni, il quadro si è via delineato. I fermati sono due e risulterebbero entrambi implicati nella scomparsa di Yara, ma non si sa ancora a che livello.

Il traghetto fermato al largo di Bordighera è il Berkane della compagnia di navigazione Comanav-Comarit. Sembra che la nave fosse già in acque internazionali, ma sia rientrata in acque italiane proprio per consentire ai carabinieri e alla guardia costiera di salire sul traghetto e fermare i due sospettati.

Pare che il tunisino, che abiterebbe nel Bergamasco, fosse già tra i ricercati dopo la scomparsa di Yara, avvenuta venerdì 26 novembre. Il riserbo degli inquirenti è massimo. La complessa operazione è partita attorno alle 17 coinvolgendo in stretta collaborazione tra loro la Procura di Bergamo, quella di Sanremo, la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera, che ha affiancato i Carabinieri.

Verso quell'ora un ufficiale dei Carabinieri ha chiesto alla Capitaneria di Porto di bloccare il traghetto diretto da Sanremo a Tangeri per poter fermare il tunisino e l'italiano che si trovavano a bordo. Fermata la nave, la Guardia Costiera ha accompagnato i Carabinieri a bordo del traghetto dove, dopo averli individuati e identificati, i due ricercati sono stati sottoposti a stato di fermo e fatti scendere dalla nave, che, in quel momento, si trovava al largo di Bordighera.

A bordo di una pilotina della Guardia Costiera, i Carabinieri e i due fermati sono stati portati a terra. In un primo tempo si pensava dovessero sbarcare al porto di Portosole, nei pressi di Sanremo, in realtà sono invece stati fatti scendere al porto di Marina degli Aregai (a Santo Stefano al Mare, in provincia di Imperia).

Una volta sbarcati, i due fermati - a cui i militari sarebbero risaliti seguendo le tracce di una autovettura - sono stati subito trasferiti a Bergamo a disposizione dell'autorità giudiziaria, che sulla vicenda mantiene il massimo riserbo.

m.sanfilippo

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