Sabato 01 Gennaio 2011

S. Silvestro, stappate
600 mila bottiglie

Anche quest'anno c'é stata una gran voglia di bollicine per augurare sotto il vischio un 2011 migliore. Lo afferma Giampiero Comolli, esperto del comparto ed ideatore dell'Osservatorio economico vini effervescenti, che sottolinea come tra il 25 dicembre e il 6 gennaio è previsto in Italia un consumo di 97 milioni di bottiglie di produzione nazionale (mentre saranno solo 4 milioni le bottiglie di champagne e Cava importate), per una spesa complessiva di 720 milioni di euro. Ben 60 milioni di bottiglie sono state stappate nella sola notte di Capodanno, in linea con quanto avvenuto nel 2009.

A Bergamo e provincia sono state almeno 600 mila le bottiglie di spumante stappate nella notte di San Silvestro. Piace sempre di più il regalo di una bottiglia di bollicine: meno cesti (un ulteriore -10% oltre al calo già registrato nel 2009), ma più monoconfezione rigorosamente made in Italy (+5%). Le bollicine italiane conquistano intanto i mercati esteri e nei giorni di feste di fine anno sono volati 150 milioni di tappi (+10% rispetto al 2009) su un totale di 226 milioni di bottiglie esportate. Per il 98% sono vini 'spumeggianti' ottenuti con il metodo italiano di produzione che riguarda Asti e Prosecco, mentre il restante 2% riguarda il metodo classico Franciacorta e Talento. "Emozioni e voglia di stare bene con gli amici - dice Comolli - sono le motivazioni d'acquisto di una bottiglia di bollicine. Nel mondo si consumano 2,6 miliardi di bottiglie di spumanti l'anno e l'Italia con 226 milioni di bottiglie è diventato il primo esportatore al mondo". Nelle festività di fine d'anno si stappano il 68% delle bottiglie consumate nell'intero anno.

Negli ultimi anni è esploso del 100% il fenomeno della destagionalizzazione dei consumi: soprattutto in crescita il rito delle bollicine negli happy hours e winebar. Anche gli spumanti bergamaschi – come scrive Coldiretti Bg in una nota – stanno vivendo una stagione favorevole. «Lo spumante italiano ha fatto passi da gigante - sottolinea il presidente Giancarlo Colombi - ed è una grande soddisfazione per i nostri viticoltori che ormai non vedono più i colleghi d'Oltralpe come concorrenti ineguagliabili. Anche a Bergamo il settore vitivinicolo ha fatto segnare importanti progressi e riscuote un crescente consenso. I nostri spumanti e i nostri vini in generale vengono apprezzati anche oltre i confini provinciali».

«Per quanto riguarda la produzione di spumanti – spiega Colombi – nella nostra provincia c'è una storica tradizione, forse più che nella vicina Franciacorta. La qualità è ottima e il vitigno principale che compone lo spumante bergamasco è lo Chardonnay, proprio come in Franciacorta. Dobbiamo credere di più in questo settore e lavorare ulteriormente per miglioralo e promuoverlo». Di spumante “Made in Bergamo” ogni anno complessivamente vengono prodotte circa 200.000 bottiglie, utilizzando quasi esclusivamente il Metodo classico (rifermentazione in bottiglia). Dalla vendemmia 2011 lo spumante bergamasco verrà classificato come “Doc Terre del Colleoni” con menzione del vitigno Chardonnay.

Roberto Vitali

e.roncalli

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