Martedì 18 Gennaio 2011

«Fausto era sempre attento»
Mercoledì 19 i funerali a Parre

Saranno celebrati mercoledì 19 gennaio alle 15 i funerali di Fausto Bossetti. Il feretro del dirigente di Sesaab è arrivato a Parre, nella casa di via Roma dove è stata allestita la camera ardente, nella tarda mattinata di lunedì 17 dopo il terribile incidente di domenica mattina. Ancora incredula la famiglia: la moglie Enrica, i figli Marco e Sara, tutti i parenti e i conoscenti non hanno parole. «Fausto era sempre molto attento nel fare le cose, è incredibile quello che è successo», ripete la moglie, che fa scorrere su un piccolo computer le ultime foto scattate insieme: al rifugio Coca, di cui era ispettore Cai, a New York per il master del figlio Marco, alle cascate del Niagara e, in agosto, sull'Adamello.

«Ci teneva tanto a queste foto – racconta la signora Enrica con i figli, i nipoti, i cognati e i tanti conoscenti vicino –. Gliel'ho scattata io questa, il 9 agosto sull'Adamello: era il "pirata", ridevamo per la bandana nera. Eravamo arrivati al rifugio la domenica, poi il lunedì sveglia alle 6. Eravamo con i nostri amici Angelo e Rosanna, i più esperti a fare sicurezza agli altri: Fausto era sempre prudente». In tanti, da subito, portano il saluto a Fausto Bossetti. Sul feretro c'è la sua foto. L'ha voluta la figlia, che vi ha posto accanto quella di suo fratello Paolo, morto a 16 anni nel 2002, dopo essere caduto da una finestra di casa mentre cercava di sbloccare una tapparella; e poi c'è la foto di Andrea Bossetti, fratello di Fausto, morto tre anni fa per un infarto a 52 anni.

Una delegazione della Sesaab ha raggiunto l'abitazione della famiglia Bossetti intorno alle 15,30. È stato monsignor Lucio Carminati a guidare un momento di preghiera che ha accomunato dirigenti, colleghi, familiari e amici di Fausto. Un momento che ha ricordato il lungo impegno di Bossetti nella Sesaab, dai banchi della tipografia nel 1979 fino ai ruoli di direttore operativo de «L'Eco di Bergamo» prima, del «Cittadino» di Monza poi e infine de «La Provincia di Como».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 18 gennaio

fa.tinaglia

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