Via S. Bernardino: sosta selvaggia
Così scatta la rimozione di forza

Nel 1989 il comico Francesco Salvi vinse il disco d'oro cantando a squarciagola un pezzo che faceva così: «Quella macchina quaaa devi metterla là-a!!!». E la «hit» scalò le classifiche. Il problema sosta selvaggia era ed è sentitissimo.

Nel 1989 il comico Francesco Salvi vinse il disco d'oro cantando a squarciagola un pezzo che faceva così: «Quella macchina quaaa devi metterla là-a!!!». La «hit» scalò le classifiche: segno che il problema «sosta selvaggia» era sentitissimo.

Ma le cattive abitudini sono dure a morire e il motivetto, oggi, suona più che mai attuale. Provare per credere: chiedete agli automobilisti (e ai passeggeri di un bus Atb) che martedì 15 febbraio sono rimasti in coda per mezz'ora nel budello di via San Bernardino vecchia. Colpa di una signora che, dimenticando i buoni precetti dell'insegnante di scuola guida, ha parcheggiato (si fa per dire) la sua Mazda blu così male da bloccare tutto.

Chi c'era, in quella coda che arrivava fino all'Esselunga nuova, racconta scene d'isteria metropolitana: concerto grosso per clackson e trombe bitonali, cori polifonici di imprecazioni, gestacci dai finestrini. Insomma: una sinfonia di «vaffa» tutti per lei, la signora della Mazda.

Che a presidiare la sua berlina «parcheggiata» aveva lasciato soltanto il fido cagnolino: Fufy (nome di fantasia) se ne stava seduto lato passeggero, le orecchie basse, a seguire intimorito gli sviluppi della situazione in cui la padrona l'aveva lasciato, circondato da un'orda di automobilisti imbestialiti, per giunta sotto la pioggia.

I primi ad arrivare per cercar di sbrogliare la matassa sono stati gli ausiliari del traffico, che subito hanno piazzato una bella multa sotto il tergicristallo dell'auto. Poi sono arrivati gli agenti della polizia locale, che hanno chiamato il carro-attrezzi. Ma alla fine la folla, come spesso accade, si è fatta giustizia da sola: in sette-otto hanno iniziato a spingere la macchina finché ce l'hanno fatta, a liberare la via.

E mentre il traffico riprendeva a scorrere, eccola tornare, la padrona dell'auto. Oltre alla multa, probabilmente dovrà pagare anche la chiamata del carro attrezzi (e son salassi), anche se nel suo caso alla fine non è servito: più che una rimozione forzata, è stata una rimozione... di forza.

Vittorio Attanà

© RIPRODUZIONE RISERVATA