Giovedì 03 Marzo 2011

Yara, si indaga anche su Facebook
Forse usato un punteruolo

Ancora almeno una settimana. Tanto dovranno attendere gli inquirenti per ottenere qualche prima risposta certa dall'autopsia sul corpo di Yara, eseguita lunedì a Milano: pur avendo 90 giorni di tempo per fornire alla Procura la relazione sull'esame, è infatti probabile che già all'inizio della prossima settimana l'anatomopatologa che ha eseguito l'autopsia, Cristina Cattaneo, fornisca qualche primo risultato preliminare agli inquirenti, in modo che possano meglio indirizzare le indagini, per poi confezionare, nelle settimane successive, i risultati conclusivi.

AUTOPSIA: TRA UNA SETTIMANA I PRIMI RISULTATI
Per il momento sull'esame autoptico sono trapelate soltanto indiscrezioni, nessuna tuttavia confermata dagli inquirenti, che continuano a mantenere l'assoluto silenzio. Anche mercoledì 2 marzo è stato tutto un susseguirsi di ipotesi e indiscrezioni che non hanno trovato conferme. Da quanto trapelato il corpo di Yara – trovato supino e con indosso ancora i vestiti della sera della scomparsa – presentava i segni di almeno sei ferite che potrebbero essere state causate da un'arma da taglio: quattro alla schiena, una a un polso e la sesta all'altezza del rachide cervicale.

Ma proprio al collo la tredicenne pare avesse anche dei segni che potrebbero essere compatibili con lo strangolamento o comunque il soffocamento. Proprio gli esiti dell'autopsia dovrebbero arrivare a fornire elementi più certi a carabinieri e polizia sull'esatta causa della morte di Yara e far capire quale dei segni trovati sul corpo (che era – va ricordato – in avanzato stato di decomposizione perché rimasto all'aperto per tre mesi) sia riconducibile alla reale causa della morte.

Ieri si è anche parlato anche dell'ipotesi della morte per dissanguamento. Forse Yara è stata ferita alla schiena, si è girata, ha tentato di difendersi portando in avanti il braccio e a questo punto è stata ferita al polso e poi anche soffocata? Difficile, per ora, dare una risposta ai tanti interrogativi.

RACCOLTE ESSENZE ARBOREE E TERRICCIO
Intanto è durato un paio di ore mercoledì 2 marzo il sopralluogo della polizia e dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo nel campo incolto di Chignolo d'Isola dove è stato ritrovato sabato scorso il cadavere di Yara Gambirasio.
Affiancata da uomini del ministero dell'Interno, la super specialista ha raggiunto il campo attorno alle 13,30 e ha prelevato campioni di essenze arboree e di polline, dando anche istruzioni ai poliziotti su alcune fotografie da scattare. Sul posto, in tutto, sono intervenute sei persone, la Cattaneo e cinque poliziotti del Servizio centrale operativo di polizia.

SPUNTA L'IPOTESI DI UN PUNTERUOLO
Non è chiara inoltre la causa del decesso di Yara e non è certo che l'arma da taglio utilizzata dall'assassino fosse un coltello. Gli inquirenti tendono a pensare più ad un punteruolo, ad un'arma impropria, tanto che le ferite riportate non sarebbero state decisive per il decesso.

LE INDAGINI SUL WEB
C'è poi il fronte degli accertamenti che vedono impegnata la polizia postale della questura e che riguardano le informazioni che trapelano da Internet: diverse decine le segnalazioni che sono già arrivate alla polizia negli ultimi giorni e che riguardano messaggi o informazioni comparse in Rete sul caso di Yara. Tutte vengono vagliate, anche se finora nessuna si è rivelata in qualche modo fondata. Si indaga su Facebook dove una fantomatica amica di Yara di nome Marta scrive: «A Brembate ci conosciamo tutti e tutti conoscono noi: questo ci fa ancora più paura».

In più su Wikipedia, l'«enciclopedia libera» di Internet, alla quale chiunque può contribuire è stato scoperto che qualcuno ha inserito, nella pagina della recensione del film «Vesna va veloce», una specie di messaggio in codice: parole sparse qua e là nel testo, che formano la frase «So dov'è il corpo di Yara contattate il numero...», seguite appunto da un recapito cellulare. Anche su questo fronte sono stati avviati accertamenti, anche se gli inquirenti (che hanno fatto rimuovere il messaggio da Wikipedia) sono piuttosto scettici sul fatto che c'entrino persone davvero collegate con l'omicidio di Yara.

IL SINDACO LOCATELLI: BASTA POLEMICHE
Tutto questo mentre Brembate Sopra resta chiusa nel dolore e cerca di affrontare le polemiche ancora pesanti sul lavoro delle ricerche. A parlare c'è allora il sindaco Diego Locatelli che si trova ancora una volta a dire che non ci sta. Il primo cittadino difende a spada tratta il lavoro di chi «senza chiedere niente e anzi mettendoci le ferie, ha cercato passando giorni e pure notti piedi e mani nel fango». E ricorda: «Qualsiasi cosa accerteranno le indagini, se la bambina sia sempre stata in quel campo o meno, le responsabilità sono tutte della bestia che ha ucciso Yara. Non di chi l'ha cercata».

«Le ricerche non sono infallibili. L'area controllata arriva a 400 chilometri quadrati. Alcuni punti passati palmo a palmo, altri esaminati in base a segnalazioni, criticità. Sono state controllate cascine, pozzi, campi, fiumi. Non era possibile arrivare dappertutto, le squadre hanno fatto tutto quello che hanno potuto. Si sono mosse con il freddo, sotto la neve, nel fango. Non ho mai sentito una lamentela, mai. Semplicemente tante persone hanno detto: io ci sono, subito, per Yara. Dico loro che non si devono lasciar spaventare da certe critiche. Le polemiche non possono inquinare il lavoro fatto».

PER YARA FUNERALI ALL'APERTO
Brembate inzia anche a pensare all'ultimo saluto per Yara: «Non c'è nessuna chiesa al mondo che potrebbe contenere tutte le persone che vogliono partecipare al funerale di Yara, il luogo e la data non sono ancora stati decisi, ma senz'altro saranno celebrati all'aperto». Don Corinno Scotti, il parroco di Brembate Sopra, sta definendo con la famiglia e il sindaco di Brembate l'organizzazione dei funerali della piccola Yara. «Mentre io pensavo che le esequie sarebbero state tra pochi giorni, entro la fine di questa settimana - ci racconta don Corinno -, in realtà il papà di Yara mi ha detto che per questioni legali ci vorranno ancora una dozzina di giorni».

Molte saranno le persone che vorranno dare l'ultimo saluto alla ragazza: «Pensiamo di portare la salma fino alla chiesa di Casa Serena, sufficientemente grande per accogliere i fedeli che vorranno visitare la salma». Sarà poi la famiglia a decidere dove saranno celebrati i funerali: «Sicuramente sarà all'aperto. Papà Fulvio è consapevole di quante persone parteciperanno. Mi ha detto: «Non sarà sufficiente la pianura Padana per contenere tutti coloro che vogliono salutare mia figlia". Comunque sarà la famiglia a decidere dove celebrare i funerali».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 3 marzo

fa.tinaglia

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