Martedì 08 Marzo 2011

Una colomba bianca lanciata in cielo
Il fratello David: «Daniel proteggici»

«Daniel, proteggici dal cielo», con queste parole strozzate dalla commozione, David ha dato il suo ultimo saluto al fratello, trovato morto nei boschi di Baldissero Canavese il 1° marzo scorso. David le ha pronunciate al termine del rito funebre dal pulpito della chiesa parrocchiale di Martinengo. Assieme a lui un altro giovane ha voluto dedicare un pensiero a Daniel.

Tutta la comunità di Martinengo ha partecipato ai funerali del giovane muratore. La chiesa di Sant'Agata è apparsa stracolma di persone che l'avevano affollata già molto prima dell'inzio del rito funebre, mentre moltissima gente è stata costretta a restare sul sagrato e sulle vie adiacenti per l'impossibilità di entrare nella parrocchiale.

Il feretro di Daniel Busetti, 20 anni, ha lasciato la chiesetta della Congrega - dov'era stata allestita la camera ardente - poco prima delle 15: il carro funebre con la bara bianca, coperta da un cuscino di rose bianche e la maglia del capitano dell'Inter, Zanetti, ha raggiunto la chiesa passando tra due ali di folla.

Nella parrocchiale, oltre ai familiari di Daniel, gli amici e molti dei volontari che l'hanno cercato tra i boschi di Baldissero canavese, nei pressi di Ivrea, il sindaco del paese, Paolo Nozza, e un rappresentante della Provincia di Bergamo, oltre a quelli di enti e associazioni del paese.

Il rito funebre è stato presieduto dal vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, e da quello di Ivrea, monsignor Arrigo Miglio, con il parroco del paese, monsignor Paolo Rossi.

Mons. Miglio ha detto di conoscere molto bene quei posti dove Daniel è morto e ha confidato ai presenti alla messa di voler ricordare sempre il giovane, quando salirà lassù.

Mons. Beschi con parole sommesse nella sua omelia ha parlato del senso della vita che rimane in ogni caso una sorta di parentesi breve e serrata per ogni fedele. Ha ricordato poi le speranze dei giorni della ricerche, le ansie di tutti, e ora il dolore che va condiviso con tutti i familiari. Il nostro Vescovo a proposito dello stato d'animo dei fedeli ha detto: «E' come se noi stessi stessimo cercando qualcosa o Qualcuno che sappiamo capace di riscattarci dalla disperazione, una parola capace di entrare in questo dolore, in questo smarrimento, in questo buio e rischiararlo».

«Dove sei, dove sei Daniel - ha aggiunto mons. Beschi - molti lo hanno detto anche con la loro azione e sono andati a cercarlo. E non soltanto "dove sei"? Ma "perchè"».

«Il dolore è grande - ha concluso - noi non abbiamo parole per consolare questo dolore. Ma dentro questo dolore noi riconosciamo da credenti - e perciò anche da coloro che si avvicinano, guardano ai credenti  - la luce di questa vicenda che diventa decisivia per noi, che è la vicenda di Cristo, della sua morte e risurrezione. Noi crediamo che Daniel viva».

Al termine del rito funebre, all'uscita del feretro dalla chiesa, un giovane ha aperto una scatola lanciando in aria una colomba bianca, a simboleggiare il volo di Daniel in cielo.

Sotto i portici del paese un lungo striscione con la scritta: «Ciao Daniel», lo stesso striscione che era stato srotolato allo stadio di San Siro in occasione della partita dell'Inter, squadra della quale Daniel era tifosissimo.

Intanto, da tutta Italia, continuano ad arrivare messaggi di cordoglio ai genitori di Daniel Busetti, entrato nel cuore di tutti gli italiani, ancora increduli per l'assurda morte che ha stroncato la sua giovane vita.

Oggi, a Martinengo, lutto cittadino a e saracinesche dei negozi abbassate.

a.ceresoli

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