Mercoledì 23 Marzo 2011

Luzzana, lunga vita a tutti
Nessun funerale in 460 giorni

Da quando è arrivato in Val Cavallina alla guida della parrocchia di Luzzana, don Angelo Defendi non ha celebrato un funerale. L'ultimo fu quello del «Santì», il 14 settembre 2009.

Tra i 24 immigrati a Luzzana nel 2010, spicca un rappresentante delle forze dell'ordine, con famiglia, «che, scientificamente, ha deciso di prendere casa a Luzzana – racconta il sindaco Ivan beluzzi –. Mi ha detto che ha vagliato attentamente la qualità della vita dei paesi attorno a Trescore, dove lavora, e per vivere alla fine ha scelto il nostro: dice che è il paese più bello e, soprattutto, più sicuro per numero di reati consumati sul territorio».

Magari avrà anche consultato i movimenti demografici, per poi scoprire che, reati o no (non dimentichiamo l'efferato delitto Bordogna nel 2005), la statistica più appetitosa questa è. Zero funerali in circa 460 giorni.

«Non è una cosa abituale» dice Walter Colombi, impiegato dell'Anagrafe, nel senso che a Luzzana la gente nasce e muore come da tutte le altre parti. Generalmente. Però nell'ultimo anno e mezzo è andata così e della cosa in paese se ne parla eccome. Si arriva alla conclusione che è una fortunata coincidenza, però prima si divaga a lungo sui come e i perché qui sembra scorrere l'elisir di lunga vita. Scoprendo che forse il segreto è celato nel nome del paese che deriverebbe da «lux sana», la luce sana.

Poi? «L'acqua della rete idrica è la nostra – dice il sindaco –, scende dall'oasi di Sant'Antonio sul Misma, nella Valle dell'acqua che è punteggiata di sorgenti». «Su a Sant'Antonio c'è una fontana, l'Asl ha scritto che l'acqua non è potabile, ma noi qui l'abbiamo sempre bevuta – dice Laura Ghilardi, titolare dell'unico bar nel borgo storico del paese –. Qui c'è anche il Fontanì del malat, una sorgente talmente leggera che si diceva facesse miracoli per guarire le malattie».

Sarà un po' anche questo, e pure che Luzzana è uno dei paesi con la più bassa presenza di gas radon. Poco o niente anche sul fronte dell'inquinamento dell'aria: non ci sono fabbriche «nocive» e un allevamento di polli che a lungo ha suscitato proteste per le puzze è ormai chiuso da anni.

C'è però anche un'altra certezza: don Angelo non ha mai celebrato un funerale, non ha mai nemmeno - finora - benedetto un matrimonio. Sarà la - dura - legge del contrappasso?

Cl. Ma.

a.ceresoli

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