Mercoledì 23 Marzo 2011

Crisi libica, il prefetto di Bergamo:
pronti ad accogliere 150 persone

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni (che rumors danno a Bergamo la prossima settimana) presenterà a giorni il piano per la distribuzione dei profughi libici: si parla di cinquantamila persone da dividere tra le regioni «per numero di abitanti».

Enti e istituzioni bergamasche non si faranno cogliere impreparati, perché già da giorni sono impegnati per l'organizzazione dell'accoglienza. «L'ipotesi di partecipazione della provincia di Bergamo al piano d'aiuto in favore dei migranti - precisa il prefetto Camillo Andreana - è di 150 persone, un numero realistico e concreto che ho dato al ministero in base alle disponibilità raccolte dalle realtà locali».

Questo, quindi, il numero presentato dalla Prefettura e «sostenibile» dal territorio. Ma il governo potrebbe imporre altre quote? «È inutile fornire dati di fantasia che potrebbero creare inutili allarmismi e far sragionare. Per ora non abbiamo nessuna indicazione. Resta il numero che abbiamo fornito noi».

E basato, appunto, sulle disponibilità delle strutture d'accoglienza, gestite in primis dalla Caritas diocesana, già chiamata a fronteggiare altre emergenze, come quella degli albanesi nel 1992 o dei kosovari nel 1999. «La diocesi – spiega don Carlo Visconti, direttore della Caritas diocesana – tramite Caritas, comunità Ruah e Patronato garantisce la possibilità di accogliere tra le quaranta e le cinquanta persone, tra uomini e donne, nelle strutture di città e provincia». La parte del leone la farà la città, dove c'è già un'ipotesi di distribuzione.

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m.sanfilippo

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