Giovedì 26 Maggio 2011

Yara, in 3.000 alla camera ardente
Il questore: «Non molleremo mai»

La bara bianca è al centro di una chiesa piccola, che a tratti non riesce a contenere quanti arrivano per salutare Yara Gambirasio. In migliaia, almeno tremila, giovedì hanno voluto varcare quella soglia per stare vicino, anche solo per pochi minuti, alla ragazzina di Brembate Sopra che proprio sei mesi fa, veniva strappata alla vita nel breve percorso che separa il centro sportivo del paese dalla sua abitazione di via Rampinelli.

«Sarà un funerale senza giustizia», ripetono in paese, quello che sabato mattina il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, celebrerà in palestra. Questi sono i giorni del dolore, dell'abbraccio, della comunità di Brembate Sopra a quella bambina di 13 anni che tanti in paese sentono ormai come loro figlia.

La lunga processione davanti alla cappella della casa di riposo «Serena» è iniziata ancora prima delle 8 ed è proseguita ininterrottamente, fino alla chiusura. Dentro, al riparo da flash e telecamere, il feretro circondato da mazzi di rose bianche e una fotografia di Yara sorridente.

Dopo essere rimasti accanto alla figlia per tutta la giornata di mercoledì, i genitori hanno lasciato che fossero i brembatesi a salutare la ragazzina. In mattinata sono arrivati, uno dopo l'altro, prefetto, questore, comandante dei carabinieri e presidente della Provincia. «Siamo qui per testimoniare la nostra vicinanza alla famiglia Gambirasio e a tutta la comunità» ha detto il prefetto Camillo Andreana, uscendo dalla camera ardente. Ma a sei mesi dalla scomparsa di Yara, ormai in paese la speranza di veder catturato l'assassino sta lasciando spazio a sentimenti di rabbia e di sconforto, alla luce di un'indagine che pare non aver mai fatto davvero dei passi avanti verso la soluzione del caso. «Dobbiamo ancora lavorare, ci vuole pazienza, ma ce la faremo, noi non molliamo», sono le parole del questore Vincenzo Ricciardi.

All'assassino di Yara si è rivolto il parroco, don Corinno Scotti, durante la Messa celebrata questa mattina accanto al feretro: «Sappia, costui, che se finora è sfuggito alla giustizia degli uomini, non sfuggirà a quella divina», ha detto. Nel pomeriggio sono arrivati anche i ragazzi che frequentano l'istituto delle suore Orsoline di Somasca di Bergamo, insieme a genitori e insegnanti. Stipati nella chiesetta, si sono stretti per l'ultima volta attorno alla loro compagna. Sulla bara hanno lasciato alcune lettere e un peluche. Accanto, hanno posato un cartello: «Ciao Yara, con tutto il nostro amore ti abbracciamo».

Venerdì la camera ardente sarà di nuovo aperta al pubblico, poi sabato, dopo i funerali, si chiuderà anche questa triste pagina. E a quel punto, come ha detto il sindaco Diego Locatelli, «Yara non ci sarà davvero più». Resterà la voglia di giustizia, che a Brembate Sopra, nessuno si stancherà mai di aspettare.

r.clemente

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