Mercoledì 01 Giugno 2011

Doni indagato, Signori ai domiciliari
«Per l'Atalanta promozione falsata?»

C'è anche il nome del capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, tra gli indagati nell'indagine della polizia sul calcio scommesse che ha portato all'arresto del bergamasco di Beppe Signori - ora ai domiciliari - e di altre 15 persone.

Signori, ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, risulterebbe fra le persone coinvolte in un giro di partite di calcio truccate in serie B e Lega Pro. La polizia ha eseguito 16 arresti: coinvolti calciatori professionisti, 28 indagati a piede libero.

Ll'Atalanta non ha ancora emesso alcun comunicato ufficiale.
Le gare di serie B finite nel mirino della procura di Cremona sarebbero, per quel che riguarda i nerazzurri, Ascoli-Atalanta del 12 marzo scorso, Atalanta-Piacenza del 19 marzo e Padova-Atalanta del 26 marzo. Nelle indagini anche alcuni incontri del Siena.

IL GIP: LA PROMOZIONE POTREBBE ESSERE FALSATA
Il gip Guido Salvini, nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti di 16 persone, spiega che l'attività dell'organizzazione «rischia di avere già falsato alcuni dei risultati dei vari campionati: basti pensare che l'Atalanta e il Siena sono state recentemente promosse in serie A e si tratta di due delle squadre coinvolte»

LA CONFERENZA STAMPA
«Le indagini nascono da un fatto: il 14 novembre 2010 la gara Cremonese-Paganese è finita 2-0 per la Cremonese. Al termine di questa gara alcuni giocatori della Cremonese si sono sentiti male, in stato confusionale. Uno di questi ha avuto un incidente d'auto inspiegabile. Questo ha portato il club a denunciare il fatto come sospetto».

Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, nel corso della conferenza stampa alla Questura di Cremona, in relazione alle indagini sul calcioscommesse che hanno portato ad arresti e custodie cautelari.

«Si è capito che era stata mescolata all'acqua una sostanza, un ansiolitico, ai giocatori della Cremonese che hanno bevuto durante la gara o prima. Questa è la ragione del malessere. Sono state disposte intercettazioni e un po' alla volta mentre i primi sospetti ruotavano al portiere della Cremonese Paoloni poi si è capito che non solo questo intervento pericoloso era finalizzato a truccare la gara per vincere soldi alle scommesse ma c'era un altro gruppo di persone che stabilmente, quotidianamente, si dedicava a truccare la gare di calcio attraverso la corruzione dei giocatori. Gare che interessano la Lega Pro, però ci sono partite di serie B e una di serie A».

«Le gare di serie B - ha proseguito il procuratore della Repubblica di Cremonariguardano Atalanta e Siena - che sono state promosse. Le gare subjudice sono 18, più una quindicina che non emergono chiaramente. Ci sono telefonate che evidenziano 5 interventi gestiti contemporaneamente. Circa 50mila telefonate intercettate. Non si parla di scampagnate in queste conversazioni ma in tutte di calcio, di queste gare truccate. Solo una parte sono state utilizzate. Le persone interessate sono del mondo del calcio, ex giocatori e persone che giocano. Anche insospettabili e imprenditori che avevano l'hobby del gioco».

LA VICENDA
Si tratterebbe insomma, secondo l'accusa, di un'associazione a delinquere che coinvolgeva agenzie di scommesse e calciatori professionisti: delle 16  persone arrestate dalla polizia, sette sono finite in carcere in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare, mentre 9 sono ai domiciliari. Fra questi ultimi, secondo le agenzie di stampa, ci sarebbe anche Beppe Signori.

Per tutti le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive: l'organizzazione si sarebbe assicurata affari fino a diverse centinaia di migliaia di euro a partita.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dalla polizia di Cremona, coordinata dal Servizio centrale operativo, Sco, in collaborazione con le questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara.

GLI ARRESTI
Gli arresti sono scattati al termine di un'articolata attività investigativa su una serie di episodi connessi al fenomeno del calcio-scommesse, che negli ultimi mesi - sottolinea la polizia - «avrebbero fortemente condizionato il risultato di alcuni incontri dei campionati nazionali di serie B e di Lega Pro. In particolare i membri dell'associazione, uno dei quali con precedenti di polizia relativi alla commissione di analoghi reati, sono stati individuati a seguito di una complessa serie di riscontri operati dalla squadra mobile della questura di Cremona che, dopo un'indagine di sei mesi, ha individuato, tra le altre, le responsabilità in ordine ad un grave evento verificatosi in occasione di un incontro di calcio disputatosi al termine dello scorso anno nel capoluogo, scoprendo così un contesto ben più ampio».

Si tratta di «soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, in ragione di conoscenze e di contatti diretti e indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all'estero», come spiega la polizia.

LE INDAGINI
Le indagini hanno consentito «di acquisire importanti ed inconfutabili elementi probatori» che delineano - spiega sempre la polizia - l'esistenza di una organizzazione criminale costituita da calciatori ed ex calciatori professionisti «di comprovata esperienza anche a livello nazionale», titolari di agenzie di scommesse, liberi professionisti e altri individui i quali, con specifici e ben determinati compiti e ruoli, riuscivano o in alcuni casi comunque tentavano di pianificare, «attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario», la manipolazione di alcuni eventi calcistici.

Gli arresti sono stati eseguiti in tutta Italia dagli agenti delle questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. gli agenti hanno anche condotto alcune perquisizioni effettuate in abitazioni, ricevitorie e in uno studio di commercialisti, acquisendo ulteriori elementi di riscontro.

r.clemente

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