Giovedì 02 Giugno 2011

Beppe Signori: abbiate pietà
Il legale: estraneo al caso

«Ma non avete pietà in questa situazione? Abbiate pietà. Io non posso dire nulla, incontrerò il mio legale e poi parlerà lui per me». Queste le uniche parole di Beppe Signori, raggiunto telefonicamente dall'Ansa prima che si recasse in questura a Bologna per l'interrogatorio. Quello «che ha segnato 200 gol in serie A» o, in alternativa, «Beppe nazionale». Era così che i componenti dell'associazione per delinquere finiti agli arresti nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cremona, dovevano chiamare Beppe Signori, ex nazionale, quando parlavano tra loro al telefono, per nascondere il suo reale nome».

Nella misura di custodia cautelare del gip Guido Salvini, si riporta un colloquio tra due degli arrestati nel quale si fa riferimento al fatto che Signori deve riuscire a recuperare i soldi persi nella scommessa sulla partita Inter-Lecce, non andata a buon fine. Uno del gruppo degli scommettitori bolognesi, l'altro era chiamato degli Zingari, in una telefonata del 22 marzo scorso, dice al portiere della Cremonese, Marco Paoloni, che quello che deve riavere i soldi è «uno che ha fatto duecento gol in serie A...». Nell'ordinanza si parla di un incontro avvenuto a Bologna al quale, insieme ad alcuni tra persone poi arrestate o indagate, partecipa anche Beppe Signori. Da una successiva intercettazione «emerge che Signori ha investito 60.000 euro per la partita Atalanta-Piacenza». Dopo il fallimento di Inter-Lecce, un indagato comunica ad un altro che la sua principale preoccupazione è «in primis fare recuperare i soldi a te, a Manlio e a Beppe... la prossima partita ve la diamo gratis e loro recuperano tutto».

«Dall'esame dell'ordinanza non emerge nessun elemento che possa giustificare il coinvolgimento di Beppe Signori che si dichiara assolutamente estraneo alla vicenda». A riferirlo all'Ansa è stato Silvio Caroli, uno dei tre avvocati che compongono il collegio difensivo dell'ex attaccante (gli altri sono Francesco Napolitano e Alfonso De Amicis). Secondo il legale «Signori ha solo la sfortuna di conoscere due delle persone coinvolte, ma non ha nessun legame con le loro presunte attività illecite». Caroli si è riferito così a Giannone e Bruni, i due commercialisti arrestati a Bologna, che con Signori hanno un rapporto professionale. L'avvocato ha descritto un Signori «sereno e tranquillo, che sta affrontando con serenità questo momento transitorio, confidando nella giustizia per una conclusione positiva della vicenda».

fa.tinaglia

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