Bergamasca sotto l'acqua?
Secondo l'Ispra piove poco

Sembra assurdo dato il tempo di questi giorni, ma l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) rende noto proprio adesso che Bergamo è risultata proporzionalmente la città più «asciutta» d'Italia tra il 2001 e il 2009.

Sembra assurdo dato il tempo di questi giorni, ma l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) rende noto proprio adesso che Bergamo è risultata proporzionalmente la città più «asciutta» d'Italia tra il 2001 e il 2009. Quando ha fatto registrare il maggior calo di precipitazioni medie annue (25 millimetri in meno) rispetto al periodo 1971-2000 tra i 48 principali centri urbani presi in considerazione dal VII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano.

Ovviamente si tratta di valori relativi al raffronto con il passato, e non assoluti, ma comunque significativi, come significativo è il dato sull'aumento della temperatura media annua nel medesimo periodo, che vede Bergamo sfiorare il grado di differenza (+0,9), limite comunque toccato o superato da diverse città, a cominciare da Vicenza, Padova e Cagliari.

A Bergamo cade dunque meno acqua (o almeno così è stato fino a una settimana fa) ma ne scorre parecchia. La nostra città infatti risulta ai primi posti – secondo i dati Istat citati dal Rapporto – nella graduatoria relativa ai consumi per uso domestico e perdite di rete (problema quest'ultimo pressante soprattutto tra Sud e isole) guidata da Monza e Pescara (con valori superiori ai 90 metri cubi per abitante nel 2009): la nostra città si assesta nel gruppo delle immediate inseguitrici, con 85 metri cubi, in compagnia di Napoli e Roma.

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