Giovedì 07 Luglio 2011

La lettera: «Che degrado sul treno
Una zecca attaccata al polpaccio»

«Buongiorno egregio Direttore, Sono un pendolare, come molti altri miei concittadini, che ha sempre preso tutti i problemi dei nostri treni con filosofia, ma dopo quello accadutomi ieri sera sono arrivato veramente al limite».

«Tralascio i vari discorsi sui ritardi, sui treni cancellati, su tutto quello che riguarda il funzionamento tecnico della rete ferroviaria. Forse per via della mia anima bonacciona, speravo che il passaggio a Trenord avrebbe migliorato qualcosa, avrebbero quantomeno provato a migliorare qualcosa ma invece niente».

«Mercoledì sera, di ritorno da Milano con il treno delle 18.19 in partenza da Milano Centrale, al mio arrivo alla stazione di Verdello mi sono trovato una bella sorpresa, forse un omaggio per il nuovo aumento dei prezzi di abbonamenti e biglietti?»

«Decisamente no, mi sono trovato invece una bella ZECCA attaccata al polpaccio. È assolutamente indecoroso, incivile e inconcepibile che nel 2011 si debba aver paura di prendere il treno col rischio di trovarsi un qualche parassita addosso, non è accettabile che nel 2011 in Italia, non in un Paese del terzo mondo, un utente si senta deridere al momento della lamentela al personale competente di Trenord, è una vergogna salire sul treno e avere schifo di doversi sedere su un sedile che dal suo colore blu originale è diventato marrone».

«Certo, in alcuni casi sono anche gli utilizzatori dei treni che ci mettono del loro, danneggiando, sporcando, distruggendo un bene di tutti, ma è altrettando certo che tutte le aziende, da Trenitalia prima, Le Nord poi fino a TreNord se ne fregano facendo solo tante reclame e tante pubblicità. Anzichè buttare i soldi in queste cose, regalando biglietti omaggio per il weekend, potevano tranquillamente utilizzare queste risorse per migliorare almeno la pulizia delle carrozze».

«Poi ci si domanda perché le persone non utilizzano i mezzi pubblici, se le prospettive sono sempre quelle di un continuo peggioramento del servizio, che in fin dei conti paghiamo sempre con i nostri soldi, con i soldi di tutti, tanto vale utilizzare i mezzi personali».

«Un'ultima riflessione ai politici di qualsiasi schieramento: smettetela di villantare azioni che non sono state fatte, smettetela di raccontarci balle e piuttosto iniziate a prendere seri provvedimenti a nostro favore, a favore di chi vi ha eletto, a favore di chi tutti i giorni paga i vostri stipendi e non a favore dei vostri interessi o di quelli di pochissimi selezionati. Iniziate a fare vera politica perchè qui si inizia ad essere stufi di essere presi in giro».

«Chiedo scusa a Lei, Direttore e a tutta la redazione de "L'Eco di Bergamo" per questo mio sfogo sperando che su questo tema venga aperto nuovamente un dibattito bello e interessante come quello di poche settimane fa sul tema del lavoro».

Lettera firmata

m.sanfilippo

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