Giovedì 18 Agosto 2011

Permesso di soggiorno e false assunzioni
Denunce anche nella Bergamasca

Finte assunzioni per finti badanti egiziani, tutti ragazzi tra i 30 e 40 anni, per farli rimanere in Italia grazie alla sanatoria del 2009. I carabinieri dal nucleo dell'ispettorato del lavoro di Rimini, nel corso di un'indagine durata un anno, hanno denunciato a piede libero 43 persone in tutta Italia. Anche a Bergamo.

Le indagini dei carabinieri, partite nel settembre del 2010, hanno portato all'identificazione di un vasto giro di finte assunzioni presentate anche alla Prefettura di Bergamo oltre che di Rimini, Varese, Verona, Como, Lodi, Agrigento, Lecco e Salerno, con falsa documentazione proprio per attestare la sussistenza di un rapporto di lavoro domestico con cittadini extracomunitari al fine di far loro ottenere il previsto permesso di soggiorno della sanatoria del 2009 per le colf e badanti.

I militari hanno iniziato le indagini proprio da una sospetta richiesta, inviata alla Prefettura di Rimini, nella quale una 55enne riminese si era definita datrice di lavoro di un egiziano che chiedeva di godere della prevista sanatoria per colf. Dalle verifiche, i militari hanno scoperto che non solo l'uomo era sprovvisto di permesso di soggiorno ma aveva anche pagato 5.000 euro ad un connazionale che si era offerto, attraverso un altro egiziano, di reperire il finto datore di lavoro. Da questa prima irregolarità, nel corso di ulteriori indagini, seguendo le tracce dell'egiziano rimasto in Italia grazie alla riminese, i militari hanno scoperto una serie di istanze presso altre prefetture nelle quale le attestazioni fiscali erano alterate o finte. Dagli accertamenti patrimoniali all'agenzia delle entrate, è emerso infatti che gli ipotetici datori di lavoro avevano presentato a corredo della domanda di sanatoria false denunce dei redditi, compilate al solo scopo di attestare la soglia minima prevista per poter assumere un colf o un badante. Inoltre i Cud presentati attestavano redditi percepiti e derivanti da rapporti di lavoro mai intrattenuti, visto che nella maggior parte dei casi si è trattato di persone nullatenenti o disoccupate. Tra le 43 persone denunciate in tutta Italia, oltre alle 4 deferite alla Procura di Rimini, c'è anche un ragioniere commercialista, residente nella provincia di Milano, coinvolto in molte delle elaborazioni delle false denunce dei redditi dei datori di lavoro.

fa.tinaglia

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