Venerdì 23 Settembre 2011

Igiene sui treni, un lettore:
«Basta incolpare gli stranieri»

Botta e risposta tra utenti on line sulla questione delle condizioni igieniche dei treni bergamaschi. Ecco un lettore che si rivolge al «pendolare controcorrente»: «Io utilizzo sporadicamente il treno, ma sufficientemente per poter constatare quello che il gentile lettore ci ha riferito - scrive -. Detto questo vorrei che si spostasse però l'attenzione sul fatto che sono soprattutto i nostri universitari e lavoratori italiani che non hanno nessun rispetto per quello che hanno a loro disposizione. Va detto anche che è il solito gatto che si morde la coda perchè meno il servizio è buono (e più caro), più gli episodi di inciviltà vanno ad incidere sulle condizioni sanitarie dei convogli che già di loro mostrano carenze strutturali come l'aria condizionata che spesso e volentieri non funziona. Sui treni evito accuratamente di appoggiare il capo ai poggiatesta ed evito altrettanto cautamente di toccare qualsiasi cosa abbia sottomano. Ma è questo il modo di viaggiare in un paese civilizzato?».

«L'ultima volta che ho richiamato un passeggero per aver infangato un sedile mi ha apostrofato pesantemente, e questo era lombardo doc al 100%, con tanto di foulard di colori e simboli di una nota forza politica italiana di cui non faccio il nome - continua il lettore nella mail -. Allora, io mi chiedo quando smetteremo poi di fare la differenza tra cittadino nato in italia e cittadino immigrato, quando alla fine di differenza sostanziali non ce ne sono. I mezzi pubblici sono a servizio di tutti, quindi sono mezzi da rispettare senza nessun distinguo nè di razza nè di religione, e se è uno dei nostri ragazzi a compiere qualche malsano gesto penso non sia peccato rivolgersi ai controllori in modo che queste persone siano segnalate ed allontanate. È altrettanto vero che se un nuovo vagone viene pulito bene da subito, i malsani gesti di taluni saranno meno incentivati rispetto ad ora. Questa spettabile direttore è una mia personalissima rilettura».

fa.tinaglia

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