Martedì 27 Settembre 2011

Referendum elettorale
Raccolte cinquemila firme

Sfiorano quota 5.000 le firme valide (esattamente sono 4.993) raccolte nel giro di dieci giorni dall'iniziativa rilanciata nella nostra provincia da “Prossima Italia”, che ha coinvolto decine di cittadini, 36 circoli del Pd, le formazioni di Sinistra Ecologia e Libertà e di Futuro e Libertà.

A queste firme vanno aggiunte quelle sottoscritte direttamente nei comuni e quelle rastrellate da Italia dei Valori, che si è buttata a capofitto nell'impresa. Come hanno dimostrato i referendum dello scorso giugno, soffia un vento impetuoso di cambiamento che chiede di essere colto e trasformato in proposta.

«I cittadini che si sono affollati ai banchetti non esprimevano disprezzo o distacco dalla politica - si legge in un comunicato stampa dei promotori - , ma una decisa ribellione contro “questa” politica, i privilegi e le incompetenze della casta, la sordità alla richiesta di rinnovamento. Non un sentimento antipolitico, quindi, ma una richiesta di “altra” politica. Aver raccolto in dieci giorni, con un'organizzazione improvvisata e tutta basata sul volontariato, un numero così alto di adesioni è certamente un dato di grande soddisfazione e significato. La bocciatura del Porcellum permetterà che i cittadini tornino a partecipare in modo attivo al governo del Paese scegliendo con il proprio voto alle prossime elezioni politiche (che potrebbero essere anche anticipate) i propri rappresentanti in Parlamento: non saremo più governati da un Parlamento scelto a tavolino dalle segreterie dei partiti, senza alcuna necessità di acquisire il consenso degli elettori».

«E svincolando gli eletti da uno stretto rapporto con il territorio. Ormai il raggiungimento delle 500.000 firme è certo e il referendum diventa un grimaldello per i partiti che hanno già cominciato ad agitarsi: o mettono mano alla riforma della legge elettorale “porcata”, o si andrà a votare con il vecchio “Mattarellum”».

«Che non sarà perfetto, ma è decisamente meglio della legge Calderoli, soprattutto se sarà accompagnato – obiettivo della prossima battaglia di “Prossima Italia” - dall'obbligo per i partiti di organizzare le primarie al proprio interno per individuare i candidati anche per i collegi uninominali. In questo senso il referendum ha già ottenuto la sua prima vittoria, costringendo a riaprire la strada bloccata, imponendo la condanna del 'porcellum', indicando in modo nitido la prospettiva per il suo superamento».

a.ceresoli

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