Lunedì 10 Ottobre 2011

Inps, pensionati di anzianità
In Bergamasca quasi 100mila

Pensioni di anzianità al Nord, assegni sociali e invalidità civili al Sud. Gli assegni di anzianità erogati ogni mese dall'Istituto di previdenza sono poco meno di 4 milioni, ma per due terzi si concentrano nelle Regioni del Nord e la Lombardia da sola ne accumula quasi un milione.

E' quanto rivela una indagine de IlSole24Ore oggi in edicola, nella quale si legge che «in rapporto alla popolazione, la densità massima si raggiunge in Piemonte, con più di 100 assegni ogni mille abitanti, seguito a ruota da Emilia Romagna e, appunto, Lombardia: in Campania e Calabria, per fare un confronto, lo stesso rapporto si ferma sotto quota 25 assegni per mille abitanti, con una densità quattro volte inferiore a quella piemontese».

«Le coordinate della previdenza, non solo quelle geografiche, non possono lasciare indifferenti i 30-40enni, soprattutto i parasubordinati e i "discontinui" (vale a dire, con periodi non coperti da contribuzione), i quali sperano che un'eventuale riforma possa servire a finanziare un ridisegno delle regole e non solo a tamponare i conti pubblici. Sui quali la spesa previdenziale pesa come un macigno, che - per le sole pensioni di vecchiaia e anzianità dell'Inps vale oltre 125 miliardi all'anno, di cui una grossa fetta pagati a persone di età fra i 45 e i 59 anni».

Per quanto riguarda la provincia di Bergamo, il numero di pensioni di vecchiaia è di 106,568 (97 ogni mille abitanti) quelle di anzianità 99.272 (90,4 ogni mille ab.); quelle di invalidità 33.847 (30,8 ogni mille ab.); quelle di reversibilità 70.234 (63,9 ogni mille ab.).

«La prevalenza meridionale - aggiunge IlSole24Ore - A mzioanè netta quando si passa agli assegni sociali e a quelli destinati all'invalidità civile.Se sul primo versante la ragione è ovvia, e dipende proprio dalla stessa struttura produttiva debole che spiega la carenza di pensioni di anzianità, il secondo fatica ancora a trovare una spiegazione logica "ufficiale". Le ondate di controlli alimentate negli ultimi tre anni dall'Inps per revocare le false pensioni di invalidità hanno avuto effetti importanti, limando il monte di assegni dai 3,2 milioni che si registravano nel 2008 ai 2,78 milioni attuali».

e.roncalli

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