Giovedì 10 Novembre 2011

Falso cieco? Forse non è così falso
Il punto di vista di uno specialista

Il falso cieco potrebbe non essere così falso. La legge (381 del 1970 e 138 del 2001) definisce infatti ciechi totali tre categorie di persone: «Coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi; coloro che hanno la mera percezione dell'ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi, oppure nell'occhio migliore e infine coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3%».

Sono considerati ciechi civili le persone che, «a seguito di visita medica presso la competente Commissione sanitaria, siano riconosciuti affetti da cecità totale o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi per causa congenita o contratta non dipendente dalla guerra, da infortunio sul lavoro o dal servizio».

Il pensionato di Dalmine, affetto da corioretinite atrofica maculare binoculare, potrebbe quindi ricadere nella categoria di ciechi civili con un residuo visivo non superiore a un ventesimo. «Non in grado di guidare o andare al cinema, per intenderci, ma capace di muoversi abbastanza bene in ambienti familiari, piantare un ombrellone in spiaggia o tagliare dei rami», spiega Stefano Zenoni, direttore dell'Unità operativa di oculistica degli Ospedali Riuniti.

«Esistono test molto sofisticati per verificare se questa persona è un simulatore – continua il medico – comunque ci sono persone con un residuo visivo di un cinquantesimo che riescono a orientarsi e muoversi, mantenendo un certo grado di funzionalità».

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m.sanfilippo

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