Martedì 22 Novembre 2011

Le Province costano due caffè
all'anno per ogni cittadino

Enti quasi low cost, con una certa qual sorpresa generale. Signore e signori, le Province danno i numeri. Ed è decisamente un bene, considerata una certa qual confusione che caratterizza il tema. «È un'operazione verità, con dati reali, che si inserisce nel tema vero del riassetto istituzionale» spiega Giuseppe Castiglione, presidente dell'Upi, l'Unione delle Province italiane.

In tempi di tagli (o di caccia al tagliabile) e di vacche magre, le Province hanno commissionato uno studio all'Università Bocconi su costi e prospettive: il lavoro completo sarà presentato il 5-6 dicembre all'assemblea nazionale Upi di Roma. Ma le anticipazioni fornite lunedì 21 novembre a Palazzo Isimbardi (sede dell'amministrazione provinciale di Milano) sono decisamente interessanti e faranno discutere. Questa volta partendo però da dati certi.

In sostanza, la spesa complessiva delle Province nel 2010 è stata di 11,5 miliardi: 8,6 di spesa corrente e 2,9 di investimenti. Dati al netto della Valle d'Aosta e delle Province autonome (pure troppo) di Trento e Bolzano. Ne deriva una spesa pro capite di 193 euro, in un range che vede il Friuli Venezia Giulia a quota 360 e la Sicilia a 132. Una differenza frutto della diversa efficienza ma anche delle differenti funzioni di ogni singola realtà. Per la cronaca, la media lombarda è intorno ai 175 euro.

Ma attenzione, queste cifre comprendono ovviamente i servizi materialmente erogati dalle Province: dalla gestione delle strade alle scuole, passando per il trasporto pubblico locale, il collocamento e via dicendo. Servizi che comunque da qualcuno andrebbero erogati. Diverso è il costo dell'ente nel suo funzionamento, quello che comprende indennità, rimborsi, spese di rappresentanza, consultazioni elettorali: e qui la cifra complessiva è di 122 milioni 381 mila 384 euro.

«In pratica 2 euro ad abitante» commenta soddisfatto il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà: «Due caffé all'anno, e tenuto conto che si tratta di una media nazionale, le province lombarde costano pure di meno: diciamo che si risparmia sullo zucchero».

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m.sanfilippo

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