Martedì 22 Novembre 2011

Una causa che risale al 1982
fa sballare i conti comunali

Si chiama debito fuori bilancio: l'incubo di qualsiasi Comune. A Palafrizzoni l'ultimo è costato un buco di 2,4 milioni. Una batosta. Perché il bello della giustizia italiana è che comunque arriva, lentamente ma arriva: in linea di massima nel momento meno opportuno, dal punto di vista delle esangui casse comunali.

La vicenda parte da lontano, dal novembre 1982. Da un fatto purtroppo tragico: un incidente stradale con un morto. Una Peugeot proveniente da viale Vittorio Emanuele e diretta verso Porta Nuova attraversa l'incrocio con le vie Tasca-Petrarca con il rosso. Solo che la lanterna del semaforo è rotta, da due giorni, e il conducente non si avvede quindi del segnale rosso.

È un attimo: l'auto si schianta contro un'Alfasud in transito sull'asse Tasca-Petrarca, con regolare semaforo verde e due persone a bordo. Le condizioni del passeggero appaiono subito gravi: viene ricoverato in prognosi riservata e morirà dopo quattro mesi d'agonia, lasciando moglie e due figli.

La vicenda penale si chiude nel 1987: la responsabilità dello schianto viene addebitata al conducente della Peugeot passata col rosso, ma Palafrizzoni non viene considerato completamente estraneo ai fatti, considerato che la manutenzione degli impianti semaforici è di sua competenza. La lampada rotta era stata segnalata già da due giorni, ma non ancora sostituita.

Lo scenario si sposta quindi sul piano civile. Tralasciamo i passi intermedi. Ora il Comune dovrebbe versare 480 mila euro, ma essendo obbligato in solido è quasi automatico che gli aventi diritto si rivolgano al solo pagatore sicuro: Palafrizzoni appunto. Che, una volta pagato, potrà sì esercitare l'azione di regresso nei confronti degli altri condannati: ma di questi tempi del domani non c'è certezza. E l'oggi vede 2,4 milioni di euro inseriti negli assestamenti di bilancio.

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m.sanfilippo

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