Giovedì 01 Dicembre 2011

I sindaci della Bassa in coro:
«Non fermate i lavori in corso»

Il messaggio è chiaro: «Brebemi non si fermi». Tredici i Comuni bergamaschi interessati dal tracciato (Antegnate, Bariano, Calcio, Calvenzano, Caravaggio, Casirate, Covo, Fara Olivana, Fornovo San Giovanni, Isso, Morengo, Pagazzano e Treviglio), unanime il coro dei sindaci: «La magistratura accerti le responsabilità, ma l'opera vada avanti. Sarebbe devastante fermare i cantieri».

Il sindaco di Caravaggio Giuseppe Prevedini va dritto al problema: «Chi deve pagare paghi, ma non si perda tempo. Mi auguro che non basti un personaggio per mandare a monte un cantiere da oltre due miliardi di euro. Non facciamo ridere i polli...». Il primo cittadino lumbard non le manda a dire: «Se qualcuno ha fatto pasticci, la magistratura lo accerterà. Ma che lo si faccia in tempi veloci, altrimenti l'errore di uno lo pagheranno i cittadini, i paesi che stanno sopportando i disagi. I cantieri devono continuare, visto che la società Brebemi non c'entra nulla con questa storia».

Sull'argomento Giuseppe Pezzoni, il sindaco di Treviglio (Pdl) che da giugno guida il capoluogo della Bassa, è di poche parole. «Onestamente commentare certe notizie a caldo...», dice. «Auspico solo che siano chiarite le responsabilità, ciascuno poi risponderà nel bene e nel male di quanto fatto. Il mio augurio è che l'opera possa proseguire nel rispetto del cronopragramma stabilito».


Più loquace il sindaco di CovoCarlo Redondi (iscritto al Pdl fino a settembre). La striscia della Brebemi segue il confine naturale del suo paese. «Andando a Brescia questa mattina – racconta – ho visto che le gru stavano lavorando. Poi ho saputo la notizia, speriamo di riuscire a portarla a casa questa strada. Chi ha sbagliato paghi, ma ci auguriamo che i cantieri non si fermino. Vado a Brescia tutti i giorni e sono uno dei tanti pendolari che aspettano con ansia quest'autostrada. Devo dire poi che la società Brebemi sta lavorando bene, dove hanno chiuso le strade per i cantieri ne hanno realizzate altre per non creare disagi».

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a.ceresoli

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