Giovedì 01 Dicembre 2011

Locatelli, 300 dipendenti a casa
Giovedì si riprende a lavorare?

I lavoratori della Locatelli, più di 300, sono arrivati ai cancelli nell'azienda di Grumello dalle 6,30 di mercoledì 30 novembre, ma i carabinieri hanno comunicato loro di tornare a casa senza dare nessuna spiegazione.

A casa accendono la tele e cominciano a intrecciare le notizie: una decina di arresti nell'ambito di un'inchiesta che ruota attorno a Brebemi. Tanti di loro lavorano in quei cantieri. Fanno due più due e iniziano a collegare. E a sudare: qui tanti pagano il mutuo con uno stipendio della «Locatelli».

In paese la notizia arriva al rallentatore, non tutti sanno che Pierluca Locatelli ha in subappalto alcuni lotti dell'autostrada Brescia-Bergamo-Milano. Vedono in televisione Nicoli Cristiani, sentono di mazzette, ma da lì a mettere insieme le cose...

Un capocantiere della Brebemi si beve un Campari in solitaria. «Io non so cos'è successo, ma lei lo sa cosa vuol dire oggi dover pagare 400 stipendi e non vedere mai un soldo per mesi e mesi perché gli enti pubblici non pagano? Lo sa che se ai politici i soldi non li offri te li vengono a chiedere? Lo sa che tutti fanno così?».

«Noi alla Locatelli non abbiamo mai perso un giorno di lavoro e il 15 di ogni mese la paga arriva regolare. Di ditte così ce ne sono poche in giro». Beh, ma le indagini parlano di intercettazioni che non lascerebbero dubbi, di traffici con rifiuti pericolosi... La cosa non turba un granché: «Se l'ha fatto, ha fatto cose che fanno tutti». La mole di indizi su cui si reggerebbe l'inchiesta non interessa niente. Come a tanta altra gente di Grumello, del resto.

Dopo averli trovati chiusi e «presidiati» dai carabinieri la mattina presto, alle 17 di ieri i dipendenti dell'impresa «Locatelli spa» si sono ripresentati ai cancelli di via Battisti a Grumello. Sono arrivati dai vari cantieri aperti in giro per la Bergamasca e il Nord Italia.

È stata Federica, una dei tre figli di Pierluca Locatelli, a spiegare a autisti e operai, a meccanici e impiegati che cosa sarebbe successo. Alle 17,30 una certezza: «Domani (oggi, ndr) si torna al lavoro». A quel punto è scattato l'applauso. Ma poi a freddo c'è chi si chiede come e dove al lavoro, con i cantieri Brebemi e l'impianto di lavorazione dei materiali alla Biancinella chiusi?

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m.sanfilippo

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