Brebemi, riaperti i cantieri
Lo stop costato tre milioni

I cantieri del tratto bergamasco della Brebemi sono di nuovo operativi dalla mattinata di lunedì 2 gennaio. I cancelli sono stati riaperti alle 7,30 a Fara Olivana, alla presenza di Francesco Bettoni, presidente di Brebemi Spa, e via via sono ripresi i lavori in tutti i cantieri.

I cantieri del tratto bergamasco della Brebemi sono di nuovo operativi dalla mattinata di lunedì 2 gennaio. I cancelli sono stati riaperti alle 7,30 a Fara Olivana, alla presenza di Francesco Bettoni, presidente di Brebemi Spa, e via via sono ripresi i lavori in tutti i cantieri. Per quello di Cassano si dovrà attendere martedì 3.

I cantieri era stati posto sottosequestro il 29 novembre e sigillati il 30 a causa dell'inchiesta sui rifiuti nascosti sotto i cantieri Brebemi e sulle tangenti che vedono come principati accusati Pierluca Locatelli, titolare della Locatelli di Grumello del Monte, e Franco Nicoli Cristiani, ormai ex vicepresidente della Regione Lombardia.

Già il 23 dicembre c'era stato il dissequestro dei cantieri da parte del tribunale di Brescia, ma - in considerazione delle festività natalizie - la riapertura dei lavori è slittata al nuovo anno.

«Sono estremamente soddisfatto perché riprende un lavoro costretto all'interruzione e non dipendente dal nostro agire - ha commentato Bettoni - che in pratica coinvolge nuovamente circa mille operai e trecento impresse direttamente interessate, quindi una riapertura di grande importanza anche sociale, vista la crisi imperante».

Un sequestro che ha comportato pesanti perdite economiche: «Sono quantificate in base al ritardo di programmazione dei lavori, sono calcolabili in circa 200 mila euro al giorno e quindi complessivamente ammontanti a tre milioni di euro che però non ricadranno su Brebemi, in quanto c'è il contraente generale Consorzio Bbm che è responsabile della realizzazione dell'operazione».

Da lunedì, dunque, sono stati riaperti i 26 chilometri di cantiere che i giudici del Tribunale di Brescia hanno dissequestrato: sono quelli lungo i quali risulta che la Locatelli spa di Grumello, indagata per traffico illecito di rifiuti, non ha scaricato il materiale inerte non trattato sotto il sedime dell'autostrada.

Rimangono con i sigilli ancora otto chilometri di tracciato dove ha lavorato la Locatelli, che saranno entro la metà di gennaio sottoposti a nuovi accertamenti su disposizione della magistratura, per l'eventuale e completa riapertura.

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