Venerdì 27 Gennaio 2012

La «Giornata della memoria»
Il «marchio» scambiato per un tatuaggio

L'episodio più significativo – che avvalora l'importanza di continuare a celebrare la «Giornata della Memoria» affinchè l'odio razziale e politico non prevalgano mai più – lo ha raccontato, nel Teatro Donizetti gremito da un migliaio di studenti delle medie superiori di città e provincia, Graziella Perez, 86 anni, ebrea, residente in città, una sopravvissuta alla «shoa», lo sterminio degli ebrei decretato da Hitler.

«Anni fa ero su un autobus di Milano, con il braccio teso in alto per tenermi ferma – ha detto la signora Graziella – e accanto a me alcuni studenti hanno notato il numero inciso sul mio braccio, il numero con cui mi avevano marchiato nel campo di sterminio di Auschwitz. Ho sentito quegli studenti ridacchiare e commentare “Guarda un po', adesso, per farsi notare si scrivono i numeri di telefono anche sul braccio”…».

Graziella Perez ha trascorso un anno della sua giovinezza prigioniera in campi di lavoro in Germania tra il 1944 e il 1945. «Quando mi hanno liberata pesavo 25 chili. So solo io la fame che ho patito».

Fame, freddo, percosse, scene drammatiche raccontate anche da altri due sopravvissuti. Gianfranco Cucco, 90 anni, residente in via Carducci a Bergamo, e Bonifacio Ravasio, 86 anni, di San Pellegrino Terme.

Prima il saluto dell'assessore alla Cultura, Claudia Sartirani, poi l'intervento dell'attrice Anna Bonaiuto che ha letto brani di diari e lettere di una giovane ebrea olandese, Etty Hillesum, morta ad Auschwitz.

E' seguito l'intervento del docente universitario Giovanni Villa che ha raccontato la tragedia dell'olocausto e dei campi di sterminio attraverso fotografie, dipinti e disegni di artisti europei.

Sempre in mattinata, in diverse parti della città, si sono svolte le varie cerimonie ufficiali per rendere omaggio alle vittime delle leggi razziali e delle persecuzioni politiche nazi-fasciste. Corone d'alloro sono state deposte in Rocca, alla stazione ferroviaria e nel parco di Palazzo Frizzoni.

a.ceresoli

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