Giovedì 02 Febbraio 2012

Yara, il Dna a chi era in Israele
ma non richiesto a chi era in palestra

Lei era in palestra la sera del rapimento di Yara, eppure non le hanno prelevato subito il campione di dna. A sua sorella, invece, che vive a Taranto e il 26 novembre 2010 si trovava addirittura in Israele, il campione genetico l'hanno prelevato dopo il ritrovamento di Yara.

Il motivo? La donna che si trovava nel centro sportivo di via Locatelli a Brembate Sopra, e che vive ad Ambivere, utilizza da quasi dieci anni un'utenza telefonica intestata alla sorella che abita appunto in Puglia. Visto che il cellulare in questione captava una cella telefonica nelle vicinanze della palestra, gli inquirenti sono risaliti direttamente all'intestataria della scheda sim, appunto la donna di Taranto, alla quale è stato prelevato il campione di dna subito dopo il ritrovamento di Yara a Chignolo d'Isola.

A sua sorella, invece, inizialmente non era stato chiesto alcun accertamento: soltanto quando la sorella in Puglia ha riferito ai carabinieri della locale stazione, a Marina di Ginosa, gli inquirenti hanno contattato pure la sorella di Ambivere e, a quel punto, anche a quest'ultima è stato prelevato il campione di dna. La vicenda è stata raccontata mercoledì sera durante la trasmissione «Chi l'ha visto?» di Raitre, in un servizio di Veronica Briganti.

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m.sanfilippo

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