Domenica 05 Febbraio 2012

Dieta calorica e raggi Uvb alle Cornelle
E gli animali non vanno in letargo

Di andare in letargo, gli animali del Parco delle Cornelle di Valbrembo proprio non ne vogliono sapere. Così gli esemplari del parco faunistico sono perfettamente a proprio agio in questo freddo febbraio, proprio come è successo nei giorni di maggior calura, la scorsa estate. «Molto dipende dal fatto che le specie qui presenti siano nate in cattività» spiega Davide Guadagnini, medico del parco «e questo ha inciso molto sullo sviluppo del loro fisico, che ha favorito un perfetto adattamento ai nostri climi».

Infermeria vuota quindi, e un generale ottimo stato di salute, dovuto in parte anche alla politica scelta nella gestione del parco. «Tendiamo a prevenire, ancor prima che a curare» spiega Guadagnini. E anzi, si potrebbe dire che le ultime nevicate siano state un deterrente maggiore per i visitatori che non per gli animali stessi.

«Per tutti abbiamo deciso di potenziare le diete, aumentando il dosaggio di calorie, che tengono alta la temperatura corporea» spiega Guadagnini «e anche gli stessi erbivori, che in estate si nutrono di fieno povero, ora hanno anche cereali schiacciati per poter completare il loro fabbisogno nutrizionale». Tra gli animali più delicati, però, restano quelli con strutture alte, esili e allungate come le giraffe, il cui fisico non è predisposto per camminare su terreni sdrucciolevoli ricoperti dal ghiaccio. «Questi animali in caso di cadute subirebbero gravi fratture agli arti, per questo li teniamo al chiuso».

Discorso diverso, invece, per molte specie esotiche come i pappagalli argentini o l'ibis sacro, uccello proveniente dall'Africa: riproducendosi ha formato delle colonie che vivono al di fuori del parco. Particolare attenzione, inoltre, è stata riservata alle tartarughe delle Seychelles che vivono nella serra artificiale di Aldabra. «Abbiamo realizzato un sistema di riscaldamento particolare, il cui computer centrale, collegato ai nostri cellulari, invia messaggi di allarme in caso di disfunzione della caldaia – prosegue Guadagnini – perché un abbassamento delle temperature potrebbe provocare gravi polmoniti alle tartarughe». Oltre a questo sistema si aggiunge anche il posizionamento di lampade che riproducono la luce solare attraverso i raggi Uvb, importanti per dare calcio alle ossa dei rettili presenti.

Un altro piccolo inconveniente riguarda invece i bacini d'acqua presenti nel parco, che possono ghiacciare. Infatti, quando la neve nei recinti si scioglie e gli animali non possono abbeverarsi, il rischio di disidratazione sarebbe molto forte, soprattutto ora che le calorie nella loro dieta sono aumentate. «Dei nostri responsabili si premurano di versare acqua calda negli abbeveratoi» specifica il medico, «garantendo agli animali una razione d'acqua sufficiente per le loro esigenze».

fa.tinaglia

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