Mercoledì 08 Febbraio 2012

Treviglio, maltrattamenti in ospedale
La Cisl: «Malaffare imperante»

«Ai dirigenti dell'Azienda ospedaliera di Treviglio e ai dipendenti dell'ente abbiamo più volte denunciato il malaffare imperante a queste latitudini, senza tra l'altro ottenerne risposte». Lo scrive la Cisl dopo che l'ospedale è stato condannato per i maltrattamenti di una dirigente nei confronti di una dipendente, che tentò poi il suicidio.

L'ospedale, secondo il giudice, non avrebbe tutelato i dipendenti e non poteva non sapere. Dopo la prima sono arrivate altre sentenze simili: e in entrambi i casi l'ospedale di Treviglio è stato condannato.

«Anche le denunce prodotte dalla Cisl Funzione Pubblica di Bergamo - scrive Mario Gatti di un comunicato - sono tante, e di queste chiederemo conto ai responsabili, mentre ci attendiamo che sia fatta piena chiarezza sulle accuse e le ombre di cattiva gestione dell'organizzazione e sui rapporti umani all'interno dell'azienda».

«Non è possibile - prosegue - che un ente di queste dimensioni venga gestito con leggerezza e con scelte che rasentano il familismo e  il clientelismo, a danno esclusivo dell'utenza e della professionalità di molti dipendenti che si vedono negate le normali progressioni di carriera solo perché non si appartiene al giro degli “amici degli amici”».

«Avremmo preferito - dice ancora Gatti - che la questione si risolvesse in altro modo, anche perché la diffusione di notizie di questo genere non può che produrre una ricaduta sulla credibilità tutta dell'Azienda ospedaliera. Ma ognuno deve fare, e correttamente,  il proprio lavoro».

E aggiunge: «Anche per questo chiediamo che la direzione intervenga al più presto, facendo adeguata pulizia e le riorganizzazioni necessarie. In caso contrario, la Cisl Fp non indugerà oltre e seguirà le strade che riterrà più idonee per venire a capo del problema».

r.clemente

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