Venerdì 02 Marzo 2012

Sanzioni super per pochi spiccioli
Arrivano altre segnalazioni

Aumentano i casi di cartelle esattoriali targate Equitalia con protagonista il diritto annuale dovuto alla Camera di commercio di Bergamo. Avevamo già parlato di due esempi riguardanti due diverse società che, a fronte di un mancato versamento riguardante il diritto annuale alla Cdc di 4 centesimi e di 1,98 euro riguardanti il 2009, si sono ritrovate a versare, tra recupero del tributo, sanzione applicata per il mancato pagamento, compenso di riscossione e interessi di mora, circa 27 euro, nel primo caso, e poco più di 30 euro, nel secondo.

I due casi sono stati segnalati dallo studio Maggioni di Comun Nuovo. «I nostri due clienti coinvolti nell'affaire del diritto annuale della Cdc - spiega lo studio commercialista Maggioni - ci hanno autorizzato a stigmatizzare la situazione, ritenuta tragicomica. Per recuperare pochi centesimi si chiedono alle imprese decine di euro, senza contare tutti i restanti costi che comporta l'intero iter, tra comunicazioni postali e l'intervento di Equitalia».

«Non crediamo di aver fatto nulla di male nell'evidenziare uno dei tanti passaggi burocratici che fanno perdere tempo e denaro. Non è un attacco personale all'ente in questione, ma è il voler evidenziare uno dei tanti esempi che riguarda la nostra burocrazia, che troppo spesso danneggia la gente che lavora».

Quindi niente polemica, ma chiarezza sì. «Abbiamo versato il diritto il 5 di agosto del 2009, nei tempi corretti. La ditta in questione aveva un fatturato di 103.047 euro, a cui corrispondeva un diritto annuale pari a 200,45 euro, a cui andava sommato l'incremento per unità locale (40,09 euro), per un totale di 240,54 euro».

«Avendo versato entro il 5 agosto, si erano sommati gli oneri aggiuntivi, per un importo finale di 241,50 euro, ma la società ha pagato 240,96 euro, risultando inadempiente per 54 centesimi. La Cdc - concludono allo studio commercialista Maggioni - iscrive a ruolo per insufficiente versamento solo 0,04 euro (contro gli 0,54), per i quali è arrivata alla fine una sanzione di circa 27 euro. Tenendo conto di tutte le persone che si sono attivate per recuperare tale importo, e del tempo perso per completare l'iter, ne valeva la pena? Ripetiamo, non vogliamo fare la guerra alla Camera di commercio, ma evidenziare una volta di più quanto la burocrazia in Italia uccide le imprese e la gente che lavora».

Nel frattempo, mercoledì sono giunte da parte di un noto centro di assistenza fiscale di Bergamo altre segnalazioni di casi analoghi. «Ad oggi sono circa una decina le imprese che si sono viste recapitare cartelle esattoriali analoghe a quelle presentate nel vostro servizio - spiega una commercialista -, e tutte riguardavano importi non versati davvero minimi, nell'ordine di uno/cinque euro al massimo».

«Nel mio caso - racconta Eligio Ambrosioni, 54enne titolare della storica "Bottega del coltello" in via Pitentino, ereditata dai genitori e nella quale lavora da ben 40 anni - per un errore di calcolo, fatto tra l'altro dal commercialista che mi assiste, mi sono visto recapitare una cartella di 30,14 euro. Per l'esattezza dovevo versare 224,90 euro ma, non so bene per quale motivo, la cifra è stata arrotondata a 224 euro, mentre per la Cdc si doveva arrivare a 225 euro».

«In decenni di lavoro è la prima volta che mi capita una cosa simile. Senza volere fare della retorica, mi pare ridicolo che si siano spesi tanto tempo e denaro per recuperare dieci centesimi. Perché non sono per nulla convinto che con i 30 euro (5 dei quali per spese postali) che mi sono stati sanzionati si sia pagato tutto l'apparato chiamato in causa per il recupero di tale cifra. Davanti a ciò, mi pare francamente grottesco che non si riesca a trovare una soluzione alternativa per risolvere casi di questo genere».

Edmondo Varani

m.sanfilippo

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