Martedì 20 Marzo 2012

Una tangente per Sant'Agostino
ma alcuni passaggi non tornano

Una mazzetta pagata da Pierluca Locatelli all'assessore comunale al Personale Marcello Moro perché si prodigasse per sbloccare un credito, che l'azienda di Grumello del Monte vantava dopo aver eseguito lavori a Sant'Agostino. È quanto ipotizza la Procura, che nelle scorse settimane ha aperto un'inchiesta per corruzione nella quale figurano indagati l'imprenditore e il politico del Pdl. Le indagini sono entrate nel vivo, anche se c'è ben più di un passaggio che ancora non tornerebbe.

La vicenda risale al 1999 e riguarda il cantiere per il recupero del chiostro e dell'ala del complesso monumentale destinato di lì a qualche anno a ospitare la facoltà di Lettere dell'Università di Bergamo. La gara viene vinta dalla Baldassini-Tognozzi di Firenze, che subappalta alla Locatelli: in gioco ci sono lavori per 6 miliardi 690 milioni e 320 mila lire, pari a 3.455.261,92 euro.

Nasce un contenzioso tra il Comune e la Baldassini-Tognozzi e alla fine i soldi vengono liquidati ma non alla Baldassini-Tognozzi, se non in minima parte

A che titolo dunque Moro si sarebbe speso? Come assessore comunale? Già, ma su chi può fare pressione all'interno di Palafrizzoni, se la somma è già stata stanziata e, per giunta, liquidata solo in minima parte alla Baldassini-Tognozzi, la società che doveva pagare la Locatelli? Poco probabile. A meno che il suo presunto interessamento non abbia influito sull'adozione della delibera.

E poi. Possibile che Pierluca Locatelli non sapesse che il grosso della transazione era finito all'Unicredit Factoring e non alla ditta in debito con lui?

Una delle ipotesi è che l'assessore abbia millantato. Ma col rischio di essere smascherato da qualsiasi consigliere comunale? Difficile crederlo. Oppure - è il sospetto -, s'è impegnato a riportare a Grumello i soldi dovuti, dietro ricompensa. Lui, l'assessore indagato, ha sempre negato le accuse. «Riconfermo di essere serenissimo - ha ripetuto anche ieri - e di avere piena fiducia negli inquirenti».

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m.sanfilippo

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