Venerdì 13 Aprile 2012

Bolletta acqua, Federconsumatori:
c'è il rischio di un'altra stangata

Gli utenti del servizio idrico integrato rischiano di subire, con le prossime bollette dell'acqua, l'ennesima stangata. È quanto denuncia Federconsumatori Bergamo. Che si domanda: «Uniacque, Ato e Provincia: chi non tutela i cittadini?»

«La premessa a quanto denunciamo - scrive l'associazione - è che, dal 1° gennaio 2007, a Uniacque fu affidata “in house” la gestione del ciclo integrato delle acque in provincia di Bergamo; ma, nonostante la legge regionale vigente, in bergamasca altri gestori continuano ad erogare il medesimo servizio.

Il fatto che aziende concorrenti (Bas SII; Cogeide; Idrogest) cerchino  di sottrarsi alla richiesta di cessione di attività, che genera cospicui guadagni, può essere compreso; quello che non è accettabile è che la Provincia non usi il proprio potere decisionale per porre fine a questa situazione in cui si trova ad essere parte e controparte allo stesso tempo (palese conflitto d'interessi)».

«Occorre sapere - prosegue Federconsumatori - che la Provincia di Bergamo, oltre a essere l'Ente Pubblico che generò Uniacque, è, assieme ad un numero discreto di amministrazioni comunali,  parte considerevole dell'azionariato di Cogeide  e di Idrogest (in Cogeide partecipa anche un socio privato con il 18% delle azioni).

Noi riteniamo ingiusto che il Servizio Idrico Integrato continui ad essere gestito da soggetti che non ne dovrebbero avere il diritto.

Poiché il Gestore Unico è Uniacque, il quale agisce sotto il controllo dell'Ente responsabile (Ufficio d'Ambito) che esercita attività di “vigilanza sulle attività poste in essere dal soggetto cui compete la gestione del servizio idrico”  (L.R.  26/03 art. 48 comma 2 lettera f) e vigila sulla corretta applicazione della tariffa (L.R. 26/03 art. 51), la Provincia (intesa come Consiglio provinciale)  e il suo Presidente hanno il dovere di  far rispettare le decisioni prese (gestore unico del servizio idrico integrato per la provincia di Bergamo è Uniacque) e tutelare gli utenti da possibili aumenti delle bollette emesse da Uniacque che siano gravate impropriamente dai costi derivanti dall'acquisto di azioni di Bas SII (oltre 23,5 milioni di euro)».

«Evidentemente - conclude Federconsumatori - è una questione di (mancanza di) volontà: Nei tempi recenti abbiamo visto come il presidente della Provincia abbia saputo imporre sue scelte e suoi uomini nei vari Cda dove l'ente provinciale è partecipe: da Sacbo a Teb, sino al nuovo Consiglio di Uniacque. Così come ha voluto destrutturare “Porta Sud”».

r.clemente

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