Venerdì 20 Aprile 2012

Tavernola, si «stoppa» la frana
Lavori in ritardo di 6-8 mesi

Il 22 novembre di due anni fa 7.000 metri cubi di roccia caddero dall'ex miniera Ognoli di Tavernola. Invasero la strada, la bretella che da Vigolo e Parzanica scende a Cambianica e poi in centro a Tavernola: minacciarono il piazzale del cementificio Sacci, che avviò l'intervento di sgombero dei macigni sulla bretella di Cambianica.

Il grosso dei lavori per «cucire» una porzione instabile - circa 20.000 metri cubi di rocce - a quella stabile della montagna, arriva adesso ed è in ritardo di 6/8 mesi sulla tabella di marcia prevista per la riapertura della strada.

Il grosso è un progetto milionario, affidato da Sacci a uno studio legato al Politecnico di Torino tra i più titolati per la gestione delle frane di roccia, chiamato a intervenire per stabilizzare quello che il dirigente regionale per le attività minerarie, Domenico Savoca, definisce «uno dei fronti più monitorati al mondo».

Siamo tra le località Pinnacoli e Le Squadre, alle spalle della Sacci: per gran parte del '900 in quella porzione di montagna si cava la pietra, che viene frantumata e diventa cemento.

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r.clemente

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