Sabato 21 Aprile 2012

Calderoli: cantare fuori dal coro
alla Lega è costato molto caro

Non c'è pace per l'ex ministro Roberto Calderoli. Dopo la bufera che si è abbattuta sul suo partito, adesso nel mirino delle polemiche sono finite due case, quella dove abita a Bergamo, sui colli tra Mozzo e il capoluogo, e quella romana, al Gianicolo.

Risponde alle nostre domande, il senatore del Carroccio, perché vuole «fare chiarezza»: e ci svela episodi inquietanti che hanno fatto scattare qualcosa di più di un campanello d'allarme.

Cominciamo dalla villa di Bergamo. Per garantirne la sicurezza sono impegnati otto agenti delle Forze dell'ordine, tutti i giorni: negli ultimi due anni il servizio è costato novecentomila euro.
«La decisione di mettere la casa sotto sorveglianza non dipende da me, c'è un Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, che stabilisce il tipo di presidio. Personalmente, rispettando gli organi competenti e fatte le verifiche del caso, sarei favorevole a renderla più leggera: ma, ripeto, non dipende da me».

Ma c'è stato qualche episodio che giustifica questa protezione?
«Le racconto l'ultimo. Ero in una pizzeria da asporto, a Longuelo, e il pizzaiolo mi chiede: "Ha visto il libretto della Zona Libera"? Qualcuno lo aveva lasciato sul bancone insieme ai giornali. Pensavo fosse un nuovo partitino, si trattava di ben altro».

Che cosa era?
«L'ha esaminato anche la polizia. Le leggo qualche frase, in cui si fa riferimento a un altro libretto: "Troverai le istruzioni dettagliate per la costruzione di una bomba casalinga ad alto potenziale, un elenco di ingredienti e i posti dove procurarteli, i sistemi di assemblaggio, le istruzioni per trasformarti nel perfetto uomo-bomba. Tu sei l'arma adesso. Nel nuovo libretto troverai anche i dettagli della missione, l'obiettivo che ti abbiamo assegnato, indirizzo, spostamenti, ecc. Il tuo unico scopo sarà di cancellare dal mondo questo essere immondo e quelli che gli stanno intorno. Sei stato armato, e ora il grilletto lo premerai tu stesso. Il tuo obiettivo è Roberto Calderoli».

(...)

Parliamo della bufera sul Carroccio. L'impressione è che, sotto la superficie (i fondi del partito presumibilmente usati per le spese personali dei figli di Bossi) sia in atto una lotta di potere che non riesce a emergere sul piano politico.
«Credo di conoscere a fondo la Lega, ho cominciato da consigliere e sono diventato parlamentare. La Lega è la mia vita. Dal 2001 la Lega ha sempre aumentato i suoi consensi, fino a triplicarli. Insomma, si era conquistata una posizione da cui alleati e avversari non potevano prescindere. La svolta, a mio giudizio, è avvenuta quando abbiamo dichiarato la nostra indisponibilità a sostenere questa maggioranza. Cantare fuori dal coro, in questa fase politica, era inaccettabile».

Leggi l'intervista di Marco Dell'Oro a Roberto Calderoli su L'Eco in edicola sabato 21 aprile

a.ceresoli

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