Ruba «l'auto blu» del tribunale
Dove sabato sarà processato

Un genio del crimine non si è dimostrato di sicuro: per cercare di mettere a segno un furto ha scelto proprio uno dei luoghi più sorvegliati di Bergamo, e cioè il Tribunale di via Borfuro. Dove sabato mattina sarà processato per direttissima.

Un genio del crimine non si è dimostrato di sicuro, ma altrettanto certamente sul «luogo del delitto» ci tornerà una seconda volta: purtroppo per lui ci tornerà in manette e per essere processato, già stamattina. R. A., marocchino di 22 anni con cittadinanza italiana, come obiettivo per cercare di mettere a segno un furto ha scelto proprio uno dei luoghi più sorvegliati di Bergamo: e cioè il Tribunale di via Borfuro.

Tutto è cominciato venerdì pomeriggio, intorno alle 16: secondo quanto ricostruito il ventiduenne si trovava in via Borfuro, proprio all'altezza del Tribunale. A un certo punto ha visto un'auto uscire dal posteggio sotterraneo del palazzo e, forse inconsapevole del luogo dove si trovava o magari, invece, stuzzicato dalla difficoltà, ha subito deciso di approfittare dell'apertura automatica del cancello.

Il giovane ha preso di mira quella che è la storica «auto blu» del Tribunale di Bergamo, una vecchia Fiat Croma bianca. Trovate le chiavi di scorta della vettura, non ci ha pensato due volte e l'ha avviata, dandosi alla fuga nel giro di pochi attimi.

Il 22enne non ha però fatto i conti con il servizio di vigilanza, gestito dall'istituto Sorveglianza Italiana: il comandante, maresciallo Gustavo Gelmi, lo ha visto e non ha esitato a inseguirlo con il suo scooter, riuscendo a bloccarlo di fronte alla Banca d'Italia.

Leggi di più su L'Eco di sabato 28 aprile

© RIPRODUZIONE RISERVATA