Lunedì 14 Maggio 2012

Lista Bettoni sul bilancio Uniacque:
le tariffe crescono, gli investimenti no

I consiglieri provinciali della Lista Bettoni-Udc puntano il dito su un dato del Bilancio 2011 di Uniacque che secondo loro la direbbe lunga sulla china intrapresa dalla società quasi unica per la gestione del servizio idrico integrato in Bergamasca, nata proprio per volontà dell'ex leader di via Tasso Valerio Bettoni.

«La società pubblica - fa notare il gruppo consiliare provinciale d'opposizione guidato da Vittorio Milesi (che in qualità di sindaco di San Pellegrino è stato l'unico a votare contro l'esercizio finanziario di Uniacque, insieme al collega di Casnigo) -, a fronte di un utile sorprendente pari a circa 5,7 milioni di euro, ha pagato imposte allo Stato e alla Regione per ben 2,8 milioni di euro. Un assurdo risultato dovuto alla consistente riduzione delle spese di manutenzione della rete idrica e degli impianti, passate da 11,6 milioni di euro del 2010 a 7 milioni di euro circa nel 2011».

La Lista Bettoni-Udc aggiunge che «da un lato si chiede l'aumento delle tariffe per i cittadini per sostenere gli investimenti e poi dall'altro lato si versano soldi allo Stato che si sarebbero dovuti spendere sul territorio per sistemare impianti che spesso non sono il massimo dell'efficienza, consentendo allo stesso tempo di garantire un lavoro alle nostre imprese in questo momento di grande difficoltà. E così i cittadini che versano allo Stato già tanti denari, sottoforma di innumerevoli balzelli vecchi e nuovi, lo hanno fatto anche attraverso il pagamento della tariffa dell'acqua».

La Lista Bettoni-Udc vuole anche infrangere il moloch che i partiti - a suo dire - hanno costruito attorno a Uniacque. «Pd, Lega e Pd - scrive -, alleati nella gestione di Uniacque, si apprestano a presentare ai bergamaschi il conto salato di un aumento delle tariffe dell'acqua. Una particolare enfasi (nell'assemblea dei soci che ha approvato il Bilancio 2011, ndr) è stata data alla rilevanza delle opere e degli investimenti da realizzare e al "necessario" ennesimo sacrificio agli utenti e ai Comuni per il rimborso delle quote riguardanti le rate di ammortamento dei mutui».

Infine stoccata al Cda di Uniacque: «Speriamo che la forzata retromarcia a furor di popolo sul fronte dei compensi non abbia inciso sul grado di attenzione alle esigenze del territorio e di qualità della gestione della società».

a.ceresoli

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